Il caso della settimana. Un lieve tamponamento si trasforma in omissione di soccorso.

Riuscire a mantenere la calma e la lucidità subito dopo un incidente è difficile, ma fondamentale per non incorrere in atteggiamenti errati che potrebbero costare molto caro.

Ci ha scritto un nostro lettore, segnalandoci quando accaduto:

“La scorsa settimana, dopo essere ripartito da un semaforo ed aver percorso pochi metri, non mi sono accorto che il veicolo davanti al mio si era fermato e lo ho leggermente tamponato. Per una serie di circostanze, tra cui la controparte che è scesa dall’autovettura con fare aggressivo, mi sono fermato e dopo essermi accertato che l’altro guidatore avesse rilevato il mio numero di targa, preso dal panico mi sono allontanato. Recatomi subito a casa, ho parcheggiato il mio veicolo in chiara evidenza in quanto non era mia intenzione nascondermi. Alcune ore dopo sono stato raggiunto da una pattuglia della Polizia Locale che dopo avermi rilasciato lo scambio di generalità, mi ha ritirato la patente, accusandomi di omissione di soccorso. Sono infatti venuto a sapere in quel frangente, al contrario di quanto ho potuto appurare io al momento del sinistro, che il conducente dell’altro veicolo ed il suo trasportato, avevano richiesto l’intervento di una ambulanza.”

Purtroppo e per svariate motivazioni che trovano parte della loro origine nelle condizioni economiche, gli ultimi anni sono stati caratterizzati da un progressivo aumento dei reati di omissione di soccorso. Partendo dal presupposto che lo scopo principale della polizza di responsabilità Civile Auto è tutelarci in caso di danno provocato a terze persone, i soggetti che commettono tale reato, si suddividono sostanzialmente in due macro categorie:

  • coloro che avendo qualcosa da nascondere, come la mancanza della polizza assicurativa, oppure condizioni psicofisiche alterate al momento del sinistro, ritengono che scappare sia il modo migliore per evitare di incorrere nelle relative sanzioni;
  • coloro che facendosi prendere da uno stato di panico improvviso ed incontrollabile, si allontanano dal luogo del sinistro, non rendendosi conto che stanno cercando di placare la loro condizione momentanea, con un reato di tipo penale;

Abbiamo deciso di prendere in esame il caso sottoposto dal nostro lettore, in quanto ritenevamo corretto ribadire che indipendentemente dalle reali motivazioni per le quali il conducente di un veicolo si dilegua dopo essere stato coinvolto in un incidente, il reato di omissione di soccorso deve essere fermamente combattuto in quanto rappresenta la massima espressione dell’inciviltà. Allo stesso tempo abbiamo avuto la sensazione che quanto verificatosi è la conseguenza della rigorosa e corretta applicazione della legge, ma anche del mal costume di considerare il sinistro come una fonte di guadagno.

COSA ABBIAMO FATTO:  per toglierci ogni dubbio, abbiamo richiesto al nostro lettore di inviarci le fotografie del danno subito dal veicolo in questione. Fortunatamente, prima di allontanarsi dal luogo del sinistro è riuscito a scattare, con il proprio telefono cellulare, un paio di foto anche al veicolo di controparte.

COSA E’ EMERSO: partiamo dal presupposto che i moderni veicoli sono a struttura differenziata, cioè vengono progettati e costruiti per deformarsi anche in seguito ad urti di piccola entità. Capita infatti spesso che i danni riportati dai veicoli siano assolutamente sproporzionati rispetto all’entità dell’impatto. Tale sistema costruttivo non è finalizzato ad aumentare il costo delle riparazioni, ma serve ad evitare che l’energia apportata in fase di impatto venga trasferita all’interno dell’abitacolo ed agli occupanti. Rapportando quanto sopra al caso specifico, abbiamo potuto rilevare dalla documentazione fotografica inviataci, che le deformazioni subite da entrambi i veicoli coinvolti sono veramente minime, quantificabili nella sola abrasione dei paraurti. Seppur con le dovute cautele e riservandoci un ulteriore approfondimento del caso, riteniamo che l’impatto non sia stato tale da comportare delle lesioni agli occupanti del veicolo urtato. E’ pertanto evidente che venendo meno l’oggetto dell’omissione di soccorso, quindi la lesione, viene meno anche il relativo reato. Si tenga infatti presente che qualora il sinistro abbia provocato solo danni alle cose, la violazione, quindi l’allontanamento dal luogo dell’incidente, prevede una semplice sanzione amministrativa.

Fermo restando che l’atteggiamento del nostro lettore, pur essendo riconducibile ad un momento di panico, non è stato corretto, riteniamo altrettanto ingiusto che venga sottoposto ad un procedimento penale solo e soltanto in quanto la controparte ritiene di poter speculare sul sinistro, richiedendo i danni per un danno fisico che non è assolutamente compatibile con l’entità dell’urto. Consigliamo quindi al nostro lettore di avvalersi della consulenza di un legale, al fine di dimostrare che quello messo in atto dalla controparte è un tentativo di speculazione e non la richiesta di un danno fisico subito.

Stefano Burato

Twitter: @BuratoStefano

 

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