Una figura sconosciuta: il Consulente Tecnico

L’unione tra sistema giudiziario e sistema assicurativo comporta l’intervento di figure professionali sconosciute alla maggior parte degli utenti, alcune delle quali di fondamentale importanza per la tutela dei diritti e per il corretto svolgimento del procedimento.

Scopriamo in dettaglio chi sono e cosa fanno il Consulente tecnico d’ufficio ed il Consulente Tecnico di Parte.

Ci ha scritto un nostro lettore, segnalandoci quando accaduto: “Lo scorso anno mentre percorrevo una strada con diritto di precedenza, sono stato urtato sulla fianca destra da un veicolo che non ha rispettato lo stop. Nell’immediato ho ritenuto che fosse meglio chiamare la Polizia Locale, la quale dopo essere giunta sul posto, ha effettuato i rilevamenti del caso. Nei giorni successivi ho seguito tutto l’iter previsto dalla normativa, fino a quando la compagnia di assicurazioni della controparte mi ha spedito un assegno che era nettamente inferiore rispetto all’importo della fattura del Carrozziere. Mi sono pertanto rivolto al mio legale di fiducia, il quale mi ha comunicato che il pagamento era stato parziale, in quanto il liquidatore aveva applicato un concorso di colpa. Allo stato attuale siamo in causa e nell’udienza della scorsa settimana, il Giudice ha nominato un C.T.U. Chi è e cosa devo fare per tutelarmi?”

Questa settimana partiamo da quanto segnalato dal nostro lettore per parlare di una figura professionale che è sconosciuta alla maggior parte delle persone e nonostante appartenga al sistema giudiziario, molto spesso si interfaccia con quello assicurativo, in particolar modo successivamente al verificarsi di un sinistro. Il C.T.U., acronimo di Consulente Tecnico d’Ufficio, è infatti un professionista che per particolari capacità lavorative, è iscritto all’interno di un apposito Albo del Tribunale di appartenenza e rappresenta sostanzialmente l’appendice tecnica della persona preposta ad emettere la sentenza. Partiamo dal presupposto che ogni causa, sia essa civile o penale, comporta una serie di problematiche strettamente giuridiche, ma anche delle questioni estremamente tecniche, alle quali il Giudice non è in grado di fornire risposta. Infatti pur essendo definito perito peritorum, quindi persona esperta, il giudicante non ha le conoscenze tecniche per ricostruire le cause che hanno comportato il verificarsi di un sinistro, oppure quantificare l’esatto danno, oppure stabilire la reale entità delle lesioni fisiche, pertanto si affida ad un esperto in materia, individuato proprio all’interno dell’Albo. Allo stesso tempo il professionista, indipendentemente dal settore di appartenenza, per poter essere inserito nell’Albo, quindi nominato Consulente Tecnico d’Ufficio, deve dimostrare di avere delle particolari capacità professionali, le quali garantiscono al Giudice ed alle Parti coinvolte nella causa, che quanto da lui concluso rappresenta il reale stato dei fatti. Non a caso l’ausiliario del Giudice presta il giuramento di rito, quindi si impegna a svolgere l’incarico affidatogli, al solo fine di far conoscere la verità. L’ufficializzazione dell’incarico avviene formalmente durante l’udienza di nomina, nel corso della quale viene innanzitutto verificato che il CTU non abbia incompatibilità con le parti, in particolar modo che non collabori con la compagnia assicurativa coinvolta nella vertenza. In tale occasione il Giudice pone un quesito al quale il Consulente Tecnico d’Ufficio deve rispondere, tramite relazione scritta, approfondendo gli aspetti tecnici che necessitano per poter concludere la causa.

In contrapposizione al professionista nominato dal Giudice, le parti hanno la possibilità di nominare un proprio fiduciario, che avrà l’appellativo di Consulente Tecnico di Parte (CTP). Mentre la compagnia assicurativa nomina un professionista con il quale collabora abitualmente, il danneggiato ha sostanzialmente due modalità per individuare un proprio professionista di riferimento:

  • Richiedere un consiglio al proprio avvocato. Generalmente anche i legali, sia per conoscenza diretta o indiretta, sono a conoscenza, se non addirittura si avvalgono, di tecnici di loro fiducia. Tale scelta è da considerare quella più immediata in quanto il nominativo è già individuato, ma soprattutto la migliore, dato che la conoscenza professionale tra legale e tecnico permette di sfruttare al meglio le rispettive capacità, sulla base di una sinergia ormai collaudata;
  • Scegliere un nominativo dall’Albo. Qualora il danneggiato non volesse avvalersi del tecnico consigliato dal proprio legale, ha la facoltà di visionare l’Albo istituito presso il Tribunale e scegliere un nominativo a proprio piacimento, facendo naturalmente attenzione alla categoria di appartenenza. Infatti la nomina di un professionista non esperto nella materia specifica è assolutamente controproducente;

Seppur la nomina di un Consulente Tecnico di Parte non è obbligatoria, è sicuramente consigliabile in quanto consentirà di vigilare sull’operato del Consulente Tecnico d’Ufficio, ma soprattutto permetterà al danneggiato di essere rappresentato in uno dei passaggi chiave della vertenza legale, durante il quale in molti casi si decide il destino e lo sviluppo futuro del procedimento.

 

Stefano Burato

Twitter: @BuratoStefano

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