Denuncia di sinistro entro tre mesi? Si discute in Commissione Finanze

In questi giorni la VI Commissione della Camera, altrimenti detta Commissione Finanze, sta discutendo su una risoluzione da consegnare al Governo, perchè questi intervenga sulla disciplina della Rc Auto. La risoluzione, firmata da due deputati del PD (Gutgeld, Causi), uno del PDL (Bernardo), e tre di Scelta Civica (Sottanelli, Zanetti, Sberna), riguarda le Tabelle per le lesioni da incidente stradale superiori al 9%, nell’aria da anni e ancora non emanata,

l’invito a emanare normative per l’incentivazione della riparazione in forma specifica, l’invito a rendere operative le misure antifrode già emanate in interventi precedenti e l’invito a ridurre da due anni a tre mesi il termine prescrizionale, per la denuncia di sinistro.

In realtà si confondono due piani: quello della prescrizione dei diritti risarcitori, di due anni (art. 2952 c.c.) e quello relativo alla denuncia di sinistro, che non corrisponde a una richiesta danni e ha una disciplina che non conosce prescrizioni o decadenze.

Mentre gli altri temi sono discussi da anni, l’idea di denunciare il sinistro entro tre mesi a pena di prescrizione (sarebbe più giusto parlare di decadenza n.d.r.) è se pur non nuova, senz’altro meno consueta. Giusto qualche mese fa si era vagheggiato di ridurre addirittura a 15 giorni il termine per la denuncia di sinistro.

Anche riducendo il termine a tre mesi si tratterebbe di una misura estremamente incisiva. Il motivo ufficiale sarebbe quello di impedire la costruzione ad arte di sinistri falsi, che essendo accaduti da molto tempo non permetterebbero di essere verificati dalle compagnie.

Ma il motivo concreto è che se venisse approvata una norma simile, tutti quei danneggiati che per disorganizzazione, ignoranza, o anche sottovalutazione dei propri danni, non si muovessero per tempo a rivolgersi alle compagnie, perderebbero i loro diritti, con notevole vantaggio economico per queste.

Sembra decisamente un “Cavallo di Troia”, che dietro l’apparenza innocua della misura antifrode, nasconde un meccanismo volto ad ingrassare abbondantemente le casse delle compagnie, a scapito dei diritti degli assicurati.

Ancora una volta si vuole estromettere la materia degli incidenti stradali dal diritto civile, creando una nicchia di norme speciali, che rendono disomogeneo il sistema e sembrano avere lo scopo principale di ridurre i costi dei sinistri, a prescindere dal costo che dovranno sopportare i danneggiati onesti.

 

Avv. Antonio Benevento

www.studiolegalebenevento.it

 

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2 commenti su “Denuncia di sinistro entro tre mesi? Si discute in Commissione Finanze

  1. Non credo che le vittime incolpevoli di un incidente stradale si “dimentichino” per oltre tre mesi dei propri diritti. Inserendo una clausola di salvaguardia per le lesioni, purché certificate da Pronto soccorso o Enti previdenziali, si salverebbero quelle situazioni di lesioni gravi che impediscono la attivazione della semplice lettera di richiesta di risarcimento o di preavviso di richiesta. Lasciare liberi gli avvocati ( e peggio, gli studi di infortunistica) di agire a distanza di troppo tempo, è fonte di speculazioni ed ingiusti profitti che danneggiano tutti gli assicurati

  2. Questione di punti di vista.
    Dal mio punto di osservazione vedo molti assicurati che non sanno come comportarsi in caso di sinistro e spesso ignorano i propri diritti. Più che dimenticanza è ignoranza, che poi si voglia scusarla o meno è un altro discorso.
    Sono perfettamente d’accordo sul fatto che il costo delle frodi non debba gravare sulle spalle degli assicurati onesti. A mio parere però, è esattamente quello che le compagnie chiedono: tagliamo i diritti, così fermiamo le frodi. E chi paga, dunque?
    Quanto investono le compagnie in formazione dei liquidatori e di esperti antifrode?
    Si sa che se il sinistro è grosso si muovono le agenzie investigative, e si sventano anche truffe internazionali (vd il recente caso degli indiani morti per finta, sventato dagli investigatori di Allianz).

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