Buche stradali. Un pericolo per la sicurezza e per le tasche.

Ogni giorno decine di autovetture e motocicli entrano in una buca e riportano danni anche molto gravi. Cosa fare per tutelarsi al meglio.Link

Le giornate di sole ed il caldo sono ormai un ricordo ma purtroppo il passaggio dello scorso inverno è ancora ben visibile soprattutto sulle strade che vengono percorse ogni giorno da centinai di veicoli.

Se si considera che ormai siamo prossimi all’inizio di una nuova stagione fredda caratterizzata da temperature basse, pioggia e neve, è evidente che le condizioni delle strade diventano un grave problema per tutti gli utenti, siano essi alla guida di un qualsiasi veicolo, ma anche a piedi.

Le cronache riportano infatti le iniziative più eclatanti, come quella promossa nel comune di Foligno, dove le buche sono state numerate ed indicate con un cartello, oppure come l’inchiesta nazionale promossa dall’Asaps, l’associazione collegata alla Polizia Stradale, per verificare ed accertare lo stato delle strade, oppure come la richiesta di un resoconto dettagliato ed analitico sulle denuncie, avanzata dalla Procura della Repubblica di Napoli ai Comandi dei Carabinieri di zona. Non è inoltre casuale che l’Associazione dei fisioterapisti abbia stimato che ogni anno, circa 15 mila persone sono costrette a ricorrere a cure specialistiche per lesioni alla spina dorsale, oppure che digitando su un qualsiasi motore di ricerca “buche sulla strada 2013”, si trovano 280 mila risultati.

Quelli sopra sono gli effetti di una scelta ben precisa di quasi tutte le amministrazioni comunali, cioè il dimezzamento del consumo di bitume. Negli ultimi 6 anni infatti, l’asfalto steso sulle strade è passato da 44 milioni di tonnellate, ad appena 22, cifra da ritenersi inferiore alla soglia minima per la manutenzione e la sicurezza. E’ quindi evidente che sulle nostre strade, siano esse urbane o extraurbane, si aprono ogni giorno dei crateri che rappresentano un vero e proprio pericolo per gli utenti, con conseguente danneggiamento delle parti meccaniche per i veicoli (gomma, cerchio, sospensione, montanti) ma anche con possibili lesioni fisiche per i relativi conducenti, soprattutto se motociclisti.

Dato che il Comune o l’Ente Pubblico è responsabile per i danni causati da insidia stradale, spetta al danneggiato provare il nesso di causa tra la buca sul manto stradale ed il danno subito, in assenza del quale le amministrazioni hanno la scusante per non riconoscere e risarcire il danno. E’ quindi importante, specialmente nell’immediatezza del sinistro, seguire una serie di piccoli suggerimenti:

1)      Autorità: la prima cosa da fare è chiamare le autorità, siano esse Polizia Locale, Polizia Stradale o Carabinieri, le quali accerteranno la presenza della buca, prima che la stessa venga impietosamente coperta dalle imprese di manutenzione stradale. Si consiglia di richiedere agli agenti verbalizzanti di rilevare le dimensioni dell’avvallamento, in particolare la profondità, e la posizione dello stesso rispetto alla carreggiata, elemento che sarà utile nel caso in cui la compagnia di assicurazioni dovesse negare il risarcimento del danno “in quanto la buca rappresentava un ostacolo visibile e prevedibile”;

2)      Fotografie: qualora non fosse possibile richiedere l’intervento delle autorità, è fondamentale scattare una serie di fotografie, anche con il cellulare, a dimostrazione della presenza della buca, delle sue dimensioni e della posizione rispetto alla carreggiata. E’ quindi importante che le foto abbiano un’inquadratura molto ampia, tale da raffigurare nel modo più esaustivo possibile, le condizioni in cui si è verificato il sinistro. Si consiglia in ogni caso di scattare queste foto anche se è stato richiesto l’intervento delle autorità, in quanto rappresenteranno un’ulteriore elemento di prova, che unito al rapporto dei verbalizzanti, consentirà di dimostrare il nesso di causa;

3)      Testimoni: qualora non fosse possibile richiedere l’intervento delle autorità, oppure le stesse impieghino parecchio tempo a sopraggiungere, è di fondamentale importanza ricercare in prossimità del luogo del sinistro, alcuni testimoni oculari che possano confermare la presenza e le caratteristiche della buca;

4)      Riparazione del veicolo: dato che l’iter per la richiesta del risarcimento è piuttosto lungo e differente rispetto ad un normale sinistro tra veicoli, il danneggiato ha la facoltà di procedere alla riparazione della propria autovettura. E’ però importante che il riparatore oltre a scattare una serie di fotografie durante le fasi del ripristino, a dimostrazione del danno oltre che del tipo di intervento che è stato effettuato, conservi le parti danneggiate, le quali potranno essere messe a disposizione e visionate dal perito della compagnia assicurativa dell’amministrazione comunale. E’ inoltre fondamentale che unitamente ai fotogrammi, venga emessa regolare fattura di riparazione, unico documento che può attestare l’avvenuto ripristino del veicolo;

5)      Incarico ad un perito: qualora l’amministrazione comunale competente o la relativa compagnia assicurativa non intendessero risarcire il danno, è possibile richiedere l’intervento di un perito, meglio se iscritto all’albo dei Consulenti Tecnici presso il Tribunale, il quale potrà fornire un proprio elaborato di parte, contestando da un punto di vista tecnico, le obbiezioni avanzate;

E’ importante tenere presente che non appena le amministrazioni comunali ricevono una richiesta di indennizzo o la segnalazione di un sinistro da parte delle autorità intervenute, si attivano immediatamente per chiudere la buca, con conseguente cancellazione di ogni elemento utile. E’ quindi necessario che il danneggiato segua alla lettera i passaggi sopra riportati, al fine di vedere tutelati i propri diritti e farsi risarcire un danno che è la conseguenza diretta della sola scarsa manutenzione delle strade.

 

Stefano Burato

(Direttore Editoriale di AssicuriamociBene.it)

 

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.