La Corte di Giustizia Europea vaglia l’articolo 139.

Un caso di risarcimento di lesioni lievi ex art. 139 del Codice delle Assicurazioni Private, svoltosi avanti al Tribunale di Tivoli, ha assunto particolare importanza perchè il Giudice di Tivoli ha sottoposto alla Corte Europea di Giustizia la questione pregiudiziale della compatibilità del predetto art. 139 con le direttive comunitarie riguardanti la materia del risarcimento del danno da sinistro stradale (1°, 2° e 3° direttiva).

Il caso riguarda un danneggiato, tale Sig. Petillo, che ha richiesto a UNIPOL ASS.NI S.p.A. una somma di E 14.155,00 per il risarcimento del solo danno non patrimoniale, ricevendo un’offerta di E 2.700,00, in base a quanto previsto dal predetto art. 139, cod. ass. priv, che fa riferimento alle tabelle di legge per le lesioni di lieve entità.

Il Tribunale di Tivoli vuole avere dalla Corte di Giustizia Europea una decisione che chiarisca i seguenti problemi:

  • Può uno Stato Membro introdurre parametri che vincolino i giudici nazionali sugli importi dei risarcimenti da sinistro stradale?
  • I parametri imposti dallo Stato Italiano con l’art. 139 cod. ass. priv. limitano in modo sproporzionato il diritto al risarcimento del danno non patrimoniale?
  • Il mancato risarcimento del danno morale può comportare l’anzidetta sproporzione?

Sono ora arrivate le conclusioni dell’Avvocato Generale nominato per la soluzione del caso, Mr. Wahl, che con mirabile distacco dalle nostre “battaglie interne”, ha sostanzialmente suggerito la validità del sistema imperniato sull’art. 139 cod. ass. priv., quali che siano le interpretazioni che se ne danno, e ha rinviato al legislatore e ai giudici interni il compito di dirimere le questioni inerenti l’uniformità dei risarcimenti e la risarcibilità del danno morale.

In particolare, l’Avvocato Generale ritiene che ciascun stato membro può decidere di introdurre parametri oggettivi per la determinazione del risarcimento del danno non patrimoniale, così come può lasciare mano libera ai giudici.

Inoltre, i parametri imposti dall’art. 139 cod. ass. priv. , secondo l’Avvocato Generale, non sono irrisori e dunque non ci sono elementi per ritenerli limitanti “in modo sproporzionato” i risarcimenti. Né possono dirsi “insufficienti”, e quindi contrari all’art. 5 della Seconda Direttiva, che impone appunto che sia garantito un risarcimento assicurativo “sufficiente” per le vittime della strada.

Quanto al danno morale, esso è riconosciuto come risarcibile da numerose normative anche comunitarie, ma questo non incide sulla questione di fondo: l’art. 139 cod. ass. priv. non limita l’efficacia delle direttive comunitarie, comunque lo si interpreti; quindi siano i giudici italiani a decidere se agli importi previsti dalla legge debba aggiungersi il danno morale o meno. Per la Giustizia Europea non cambia nulla.

Ora toccherà alla Corte emettere la pronuncia sulla questione pregiudiziale. Difficilmente essa sconfesserà la posizione assunta dall’Avvocato Generale.

Indubbiamente per il comparto assicurativo questo parere è una vittoria, perchè il rischio era che l’intero sistema del risarcimento delle lesioni lievi venisse destituito di validità, con conseguenze enormi sul piano del costo dei sinistri e della prevedibilità dello stesso.

Tuttavia non ha senso trarre conseguenze maggiori di quella che questa pronuncia avrà, che è, in pratica, quella di lasciare invariato il quadro di riferimento, con tutti i dubbi interpretativi su come si debba comporre l’integrale risarcimento.

In altre parole, la questione della risarcibilità del danno morale in caso di lesioni lievi rimane tale e quale sul tavolo, sempre controversa, sempre terreno di battaglia.

 

Avv. Antonio Benevento

www.studiolegalebenevento.it

 

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