Un lettore ci scrive, per chiederci se ha diritto al risarcimento per un incidente motociclistico con un furgone rimasto non identificato.

Spett.le Redazione, tempo fa sono stato coinvolto in un incidente con un furgone che poi si è dato alla fuga. Io ero in moto e ho riportato danni al veicolo e varie lesioni. Mi sono fatto portare in ospedale senza chiamare i vigili. Ci sono possibilità di ottenere un risarcimento?

Il nostro gentile lettore ci ha esposto un caso tutt’altro che infrequente. Purtroppo il timore di essere sanzionati per altre violazioni (ebbrezza, mancanza di copertura assicurativa), oppure la mera mancanza di senso civico, quando non la devianza squisitamente delinquenziale, comportano il verificarsi di numerosi casi di “pirateria stradale”, anche se poi sono solo quelli più gravi ad essere portati a conoscenza di tutti.

Ovviamente la preoccupazione di tutti i danneggiati in incidenti del genere è la possibilità di essere risarciti. Si vorrebbe anche che il colpevole pagasse per la sua condotta, ma questo, quando non si tratti di casi gravissimi, raramente accade.

Il risarcimento per i danni causati da veicolo non identificato è disciplinato dagli art. 283 e ss. Del d. lgs. 209/05 recante il Codice delle Assicurazioni Private.

In particolare l’art. 283, co. 1, lett. a) del Cod. Ass. Priv. statuisce che

Il Fondo di garanzia per le vittime della strada, costituito presso la CONSAP, risarcisce i danni causati dalla circolazione dei veicoli e dei natanti, per i quali vi è obbligo di assicurazione, nei casi in cui: a) il sinistro sia stato cagionato da veicolo o natante non identificato

e ancora precisa che

Nel caso di cui al comma 1, lettera a), il risarcimento è dovuto solo per i danni alla persona. In caso di danni gravi alla persona, il risarcimento è dovuto anche per i danni alle cose, il cui ammontare sia superiore all’importo di euro 500, per la parte eccedente tale ammontare.

Quindi, in linea di massima, sono risarciti i danni alla persona, mentre sono esclusi i danni a cose, salvo il caso di “danni gravi alla persona”.

Ora non è chiaro cosa si debba intendere per “danni gravi alla persona”, in linea di massima si potrà fare riferimento alla definizione penale di lesioni gravi, che vengono individuate in quelle che comportano oltre 40 giorni di malattia o di incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni.

Tornando al caso pratico, perchè si possa ottenere il risarcimento dal Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada è necessario provare il fatto storico evento di danno, la responsabilità del pirata e, naturalmente, il danno.

Sarà dunque necessario:

  • che l’incidente sia stato causato, quanto meno in parte, dalla condotta del “pirata”;
  • avere dei testimoni che abbiano visto ciò che è successo e possano dichiararlo;
  • documentare i danni, in particolare i danni a cose (fotografie dei danni, fatture di riparazione) e le lesioni (certificati di pronto soccorso e ogni altra certificazione relativa a visite, esami diagnostici, prescrizioni di terapie, nonché ricevute di spesa per le predette visite, esami e cure.

Poiché il caso prospettato dal lettore evidenzia una mancata segnalazione dell’accaduto alle autorità, è opportuno chiarire quali conseguenze abbia questo elemento. Indubbiamente, una pronta segnalazione ha due conseguenze positive sulle prospettive risarcitorie del danneggiato da pirata stradale:

  • è sintomatico della veridicità dell’accaduto
  • prova che il danneggiato ha diligentemente fatto il possibile perchè il responsabile fosse individuato.

Con riferimento al dovere di adoperarsi affinchè il pirata della strada venga individuato, esso rientra in obblighi generali di cooperazione, che ben si comprendono laddove si pensi che il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada potrà, se individua il responsabile, rivalersi su di lui in via di regresso (art. 292, cod. ass. priv.).

In giurisprudenza si è spesso discusso sulla necessità, per il danneggiato, di provare di essersi adoperato al fine di consentire l’individuazione del responsabile. Spesso il Fondo pretende, prima di fare offerte, la prova che le indagini si siano concluse senza seguito.

A questo proposito è interessante esaminare la più recente giurisprudenza della Corte di Cassazione, che nell’ordinanza n. 12889 del 24 maggio 2013, ha affermato che

Il danneggiato deve provare che il sinistro si e’ verificato per la condotta dolosa o colposa del conducente dell’altro veicolo non identificato e che l’intervento del (OMISSIS) non incide sulla regola generale per cui il danneggiato deve provare il fatto generatore del danno: questi ha l’onere di provare sia che il sinistro si e’ verificato per condotta dolosa o colposa del conducente di un altro veicolo o natante, sia che questo e’ rimasto sconosciuto; a quest’ultimo fine e’ sufficiente dimostrare che, dopo la denuncia dell’incidente alle competenti autorita’ di polizia, le indagini compiute o quelle disposte dall’autorita’ giudiziaria, per l’identificazione del veicolo o natante investitore, abbiano avuto esito negativo, senza che possa addebitarsi al danneggiato l’onere di ulteriori indagini articolate o complesse, purche’ egli abbia tenuto una condotta diligente mediante formale denuncia dei fatti ed esaustiva esposizione degli stessi. In ogni caso il giudice di merito puo’ sia escludere la riconducibilita’ della fattispecie concreta a quella del danno cagionato da veicolo non identificato, pur in presenza di tale denuncia o querela, sia affermarla, in mancanza della stessa.(Cass. 15367/2011; 4480/2011; 18532/2007).

Da quanto si legge nella pronuncia della Suprema Corte, appare chiaro e consolidato il principio secondo cui il danneggiato dovrà provare di essersi comportato secondo diligenza, ma non per forza di aver fatto denuncia alle competenti autorità.

Di conseguenza, nel caso del nostro lettore, la mancata chiamata dei vigili non sarà di per sé motivo valido per il diniego del risarcimento, pur essendo valutabile come elemento probatorio nel quadro complessivo della vicenda.

E’ in ogni caso, come già detto, sempre opportuno fare la denuncia alle autorità nell’immediatezza dell’evento, essendo già difficile indagare su un’auto che si è allontanata dal luogo dell’incidente, anche intervenendo senza ritardo.

Resta comunque da dire che il Codice delle Assicurazioni Private, agli artt. 283 e ss. Non pone come condizione di procedibilità la dimostrazione che le indagini abbiano avuto esito negativo, indicando come termini per l’esercizio dell’azione 60 giorni da quello in cui il danneggiato abbia chiesto il risarcimento del danno, a mezzo raccomandata, all’impresa designata ed alla CONSAP – Fondo di garanzia per le vittime della strada (art. 287 cod. ass. priv.).

Dunque la certificazione del fatto che le indagini abbiano avuto esito negativo, non è necessaria ai fini dell’inizio di un’azione giudiziaria per il recupero del danno.

 

Avv. Antonio Benevento

www.studiolegalebenevento.it

 

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