Autoarticolato-fuoristrada-a-Valluciana-2Il caso: Un trasportatore dichiara che, alla guida di un autoarticolato, a causa di una grossa buca presente nel terreno, subisce seri danni alle sospensioni del semirimorchio. Prontamente, provvede a denunciare (art. 1913 cciv) il sinistro alla Compagnia che garantisce il CVT (corpo veicoli terrestri); in sede di accertamento peritale, viene constatata la rottura dell’assale in corrispondenza di entrambi i collari di supporto, dovuta a “fatica/stress”, ossia essendo il particolare soggetto a sollecitazioni continue, in considerazione della tipologia di mezzo e dell’uso di cui ne viene fatto ossia il trasporto merci,  il cedimento è stato causato da usura e utilizzo gravoso.

In buona sostanza  la buca rappresenterebbe, quindi, non la causa del sinistro ma una mera occasione, in quanto l’evento si sarebbe comunque verificato e addirittura  si sarebbe potuto evitare con una manutenzione ordinaria del mezzo.

 

La Compagnia, pertanto, in considerazione della valutazioni tecnica sopra evidenziate, invia lettera di reiezione e contesta la mancata operatività della garanzia, perché?

 

Analisi legale assicurativa

Partiamo dalla definizione di  usura ossia il deterioramento e logorio che qualsiasi materiale e/o parte meccanica subisce per il solo effetto dell’uso prolungato. Per comprendere il motivo della reiezione bisogna addentrarsi nei “meandri” del diritto, in quanto i capitolati non sono unanimi nell’escludere espressamente o anche solo individuare tale fattispecie.

 

Il contratto assicurativo rappresenta, con ogni probabilità, la specie di maggiore rilevanza socio-economica del contratto aleatorio ossia quell’atto negoziale in cui l’entità e/o l’esistenza della/e prestazione/i è collegata ad un elemento incerto. Entrambe le parti (Assicurato ed Assicuratore) assumono, quindi, un evento futuro (ndr il sinistro), la cui verificazione rimane incerta, come fattore chiave del contratto sottoscritto. A tale evento, i contraenti ricollegano gli effetti contrattuali ossia il pagamento dell’indennizzo (nel caso di specie). In somma sintesi di seguito riportiamo gli elementi del contratto di assicurazione:

 

1) Oggetto del contratto; è il sinistro, cioè un evento futuro ed incerto che crea un danno economicamente rilevante all’Assicurato. Analizziamo le principali caratteristiche:

 

  1. futuro – ossia che non è ancora accaduto;
  2. incerto –  ovvero che non è data sapere, quindi, se e quando accadrà (elemento di alea);
  3. economicamente dannoso, cioè che crea un danno all’Assicurato.

 

2) Causa del contratto: secondo la tesi indennitaria vi sarebbe corrispettività tra la prestazione risarcitoria (eventuale) dell’assicuratore e quella dell’assicurato consistente nel pagamento del premio di polizza, anche se  è stato tuttavia obiettato che, a rigore, non può dirsi esistente una corrispettività tra le due prestazioni in quanto quella dell’assicuratore sarebbe legata alla verificazione di un evento incerto ed aleatorio, mentre quella dell’assicurata è certa (pagamento del premio assicurativo); secondo la tesi maggiormente condivisibile (condivisa anche dagli Scriventi) la funzione del contratto  è il trasferimento del rischio dall’assicurato all’assicuratore, un trasferimento che, ovviamente, non è materiale (appunto perché legata ad un evento futuro ed incerto) ma economico, ossia in caso di accadimento l’Assicuratore terrà indenne l’Assicurato del pregiudizio patito.

 

3) Forma del contratto: (solo a titolo di completezza) per i contratti assicurativi  non è prevista la forma scritta ad subtantiam (cioè necessaria ai fini dell’esistenza del contratto stesso) ma solamente ad probationem (cioè ai soli fini della prova) ex art. 1888 cciv.

 

L’assenza di uno di questi requisiti determina la nullità del contratto secondo quanto previsto dagli artt. 1418 e 1325 c.civ.

 

Considerazioni conclusive

Sulla base delle brevi nozioni appena esposte, il danno da usura manca del requisito dell’incertezza, in quanto, prima o poi si verificherà necessariamente a seguito di un uso prolungato della cosa, pertanto non può formare oggetto di assicurazione. Attenzione perché il discorso è allargabile anche agli altri rami: ad es. incendio (si pensi alla rottura/occlusione della tubazioni); trasporti (rimando nel merito al calo naturale ed alla espressa previsione dell’art. 1695 c.civ); infortuni (si pensi ai danni ai tendini).