La nuova Rc Auto: risarcimento in forma specifica e riparazione antieconomica

Il 24 dicembre 2013 è entrato in vigore il Decreto Legge 145, detto anche “Destinazione Italia”, che ha modificato le norme del settore Rc Auto in maniera profonda. Cerchiamo di rispondere in più puntate alla domanda generale degli assicurati, “cosa cambia?”

L’art. 8 del D.L. 145/13, dono del governo agli automobilisti giunto alla vigilia di Natale, ha introdotto una serie articolata e controversa di modifiche, anche profonde, alla disciplina della Rc Auto.

Oggi esaminiamo l’introduzione dell’art. 147bis, al d.lgs 209 del 7.9.2005 (Codice delle Assicurazioni Private), rubricato come “Risarcimento in forma specifica”.

La norma prevede che se ricorrono due circostanze

  • assenza di responsabilità concorsuale
  • adesione della compagnia solvente all’opzione, mediante garanzia di sconti sui premi

allora l’impresa può risarcire in forma specifica -tramite carrozzerie convenzionate- il danno a cose, fornendo idonea garanzia sulle riparazioni e i pezzi di ricambio utilizzati.

Alla proposta dell’impresa, il danneggiato può rifiutarsi e riparare per conto proprio il veicolo, ma il risarcimento per equivalente (ossia in denaro), non potrà superare la somma che l’impresa avrebbe speso presso le proprie carrozzerie convenzionate. Inoltre, in tale ipotesi la somma a titolo di risarcimento verrà versata direttamente nelle mani dell’autoriparatore, solo dietro presentazione di fattura, non è più prevista la possibilità di non riparare l’auto e ottenere una somma.

Infine, con una precisazione di non poco momento, l’art. 147Bis precisa che “resta comunque fermo il diritto del danneggiato al risarcimento per equivalente nell’ipotesi in cui il costo della riparazione sia pari o superiore al valore di mercato del bene e, in tali casi, la somma corrisposta a titolo di risarcimento non può comunque superare il medesimo valore di mercato”.

E’ opportuno chiarire la posizione del danneggiato, per capire meglio la ratio della legge. Egli ha le seguenti opzioni:

  • far riparare l’auto al carrozziere indicato dalla compagnia;
  • far riparare l’auto dal proprio carrozziere, al prezzo deciso dalla compagnia o integrando di tasca propria;
  • nel caso di costo riparazioni pari o superiore al valore commerciale, accontentarsi del mero valore commerciale.

Tutto ciò a patto che l’impresa che deve pagare abbia comunicato all’IVASS di voler esercitare questa facoltà (dell’offerta di riparazione in forma specifica) applicando uno sconto pari al 5% della raccolta premi dell’anno precedente.

La norma, se come è probabile, verrà sfruttata dalle principali compagnie, comporterà una diffusione capillare del risarcimento in forma specifica, perchè all’assicurato converrà non avventurarsi a riparare per conto proprio.

Ciò rappresenta una contrazione importante dei diritti dell’assicurato, che certamente verrà vagliata dalla Corte Costituzionale.

Ma è importante anche sottolineare un altro effetto pesante per i danneggiati che debbano far riparare una vettura “datata”. Mentre fino al 24 dicembre 2013, si applicava il “principio di ragionevolezza” e si consentiva di riparare auto vecchie anche sforando il tetto del valore commerciale, perchè se l’auto è efficiente non è razionale buttarla ed è ingiusto che la riparazione sia a carico del danneggiato se i valore commerciale del veicolo è molto basso, ora invece la norma sembra autorizzare le compagnie a versare il mero valore commerciale.

Tradotto: se ho un’auto che vale cinquecento euro e mi tamponano, così che ci vogliano 1.000 euro per sistemarla, la compagnia solvente mi farà avere 500 euro, non un euro di più, nemmeno presentando una regolare fattura di riparazione.

Secondo alcuni osservatori il limite del valore commerciale potrebbe operare anche per le spese ulteriori, quali traino, demolizione, immatricolazione nuovo veicolo ecc..

Vedremo quale sarà il destino di questa norma. Le sigle associative dei carrozzieri sono impegnate in una frenetica attività negoziale per cercare di impedire che essa diventi legge, rimanendo nel testo che verrà convertito a breve.

Avv. Antonio Benevento

www.studiolegalebenevento.it

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2 commenti su “La nuova Rc Auto: risarcimento in forma specifica e riparazione antieconomica”

  1. Ho pesanti dubbi sul fatto che il decreto venga convertito così com’è, anche perchè alcune previsioni di merito, ivi contenute, non appaiono così conformi al dettato Costituzionale. Tralasciando il problema del risarcimento in forma specifica ( allo stato mi pare possano essere ben poche le Compagnie in grado di assicurare una valida rete di riparatori convenzionati sul territorio in grado di soddisfare le esigenze di tutta l’utenza ) e focalizzandoci sul problema del risarcimento del danno nel caso lo stesso risulti superiore al valore commerciale del mezzo:
    il valore commerciale chi lo decide? si farà riferimento obbligatorio a qualche mercuriale oppure si dovranno assumere delle informazioni sul valore effettivo di mercato nella specificità del territorio? nel primo caso le riviste dovranno dimostrare di essere assolutamente svincolate da rapporti Commerciali-Editoriali con le Compagnie mentre nel secondo caso penso si avrebbe modo di ottenere quel giusto risarcimento che ancor oggi appare di difficile individuazione. Quanto alle spese accessorie mi pare che il problema non sussista perchè il mancato riconoscimento delle spese di reimmatricolazione o di demolizione ( ammeno che non se ne faccia carico la Compagnia ) e quelle per un minimo di fermo tecnico in caso di effettiva antieconomicità delle riparazioni e necessità di reperire sul mercato un mezzo similare per tipologia e stato d’uso costituirebbe una vera violazione dei diritti del danneggiato.
    A quel punto ci si troverebbe probabilmente davanti ad una moltiotudine di ricorsi laddove il danneggiato potrebbe richiedere anche in quel caso il risarcimento in forma specifica: spetti alla Compagnia reperire a costo zero per il danneggiato un veicolo similare per tipologia e stato d’uso a quello irreparabilmente danneggiato.
    Da Valter Bertelli

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