Incidente con un’auto parcheggiata in seconda fila

auto in seconda filaQuesito posto dal lettore del Blog al servizio gratuito “L’esperto risponde“:

la mia auto era parcheggiata in doppia fila, è stata urtata lateralmente da un furgone che ha causato un danno allo sportello sinistro; detto furgone non ha riportato danni. Ho chiesto indennizzo diretto alla mia assicurazione on line, la quale, ha inviato una visita di un perito che non crede alla mia versione dei fatti ma si convince che il danno dello sportello e’ causato dall’apertura dello stesso. Come posso far valere la mia versione “contro” l’interpretazione del danno del perito peraltro incaricato dalla mia assicurazione ?

Risposta dello staff di Assicuriamoci Bene:

Gentile lettore, se la compagnia solvente, che è la Sua, trattandosi di uno scontro a due veicoli a motore che comporta l’applicazione del risarcimento diretto, dice che non crede alla Sua versione, debbo dare per scontato che la versione della controparte è diversa, e che sostiene che ci sia stata apertura di sportello.
Se la controparte dicesse che la Sua auto era in sosta e lei l’ha urtata, senza far cenno allo sportello, allora il perito sta sostenendo che i danni da Lei subiti alla Sua autovettura, riguardano altro incidente.
Di fronte a un parere tecnico che sostiene che i danni allo sportello derivano da apertura, non è affatto facile replicare. La cosa migliore sarebbe un parere tecnico, una perizia, ma ciò comporterebbe dei costi che difficilmente verrebbero risarciti, e quindi finirebbero per erodere il risarcimento, anche ammesso (e non concesso) di ottenere tutto quanto richiesto.
Di sicuro potrebbe essere d’aiuto una testimonianza sulla dinamica e sui danni visibili, ma non so se è in grado di procurarsi una dichiarazione di un testimone oculare.
In ogni caso non basterebbe, se il perito della compagnia dice che sono danni da apertura di sportello, il liquidatore potrebbe non liquidare.
Può, se ha già avuto una risposta ufficiale di diniego del risarcimento, richiedere l’accesso agli atti ai sensi dell’art. 146 del codice delle assicurazioni private, chiedendo di inviare presso casa Sua o un Suo domicilio copia della relazione peritale fatta dal tecnico incaricato dalla Sua assicurazione.
Beninteso che servirà comunque un controparere qualificato per controbattere.
Naturalmente è consigliabile rivolgersi a un avvocato, o a una società di infortunistica, per ricevere assistenza qualificata.
Nel caso Le consiglio di chiarire subito gli aspetti economici, cercando di ottenere un accordo basato sul risultato.

7 commenti su “Incidente con un’auto parcheggiata in seconda fila”

  1. Grazie per la risposta Alessandro, è molto utile anche se non ho avuto la disavventura del nostro lettore. Sicuramente qualcuno avrà assistito all’incidente, e magari ha anche segnato il numero di targa del furgone: auguro al nostro lettore di trovarlo.

  2. Gennaro Pagano
    Avvocato civilista

    Una dichiarazione testimoniale di una persona presente al fatto potrebbe convincere la competenza liquidativa a pagarti il danno. La responsabilità peraltro penso sia solo del furgone visto che la tua autovettura benché in doppia fila era ferma in sosta e quindi esente da responsabilità civile auto passibile eventualmente di sanzione amministrativa.

  3. Marsida Duro
    Praticante Avvocato presso Studio Legale

    Una perizia di parte oppure un testimone. Comunque penso ci possa essere una responsabilità al 50% in entrambi i casi perché il lettore aveva parcheggiato scorrettamente in doppia fila e il danneggiante doveva prevedere l’evento.

  4. Alberto Scardino
    Formatore presso I.R.S.A. e ASSINFORM

    Normalmente, un buon perito è in grado di ricostruire l’ esatta dinamica di un sinistro, efftuando perizia di riscontro sul veicolo antagonista e comparando così le altezze, le deformazioni dei lamierati e lo sato dei luoghi. Il problema è che, come recita un vecchio proverbio, si è cercato di chiudere la stalla quando già i buoi erano scappati e così, dopo un trentennio di totale e passiva acquiescenza ai sinistri cosruiti a tavolino, si è dato il contrordine di guareschiana memoria e i nuovi “trinariciuti” partono lancia in resta contro i mulini a vento, contestando anche danni genuini ed arrecando ancor più danni al già disastrato settore.-

  5. Fabio Rolando
    Titolare presso Attivita professionale

    Premesso che per quanto riguarda la responsabilità, secondo quanto prospettato, la stessa dovrebbe essere di norma addebitata al veicolo urtante responsabile, anche se il mezzo antagonista era posteggiato in doppia fila, non dovrebbe costituire esclusioni.

    Per quanto invece concerne le contestazioni fatte dalla compagnia assicuratrice in regime d’indennizzo diretto attraverso le risultanze del proprio Perito, che in esame e classificazione della tipologia del danno, giungeva a modificare la dinamica del sinistro.

    Il testimone qualora esistente, potrebbe risolvere, naturalmente solo con dichiarazioni plausibili e verosimili, altrimenti decade.

    Se la tipologia del danno non risulta coerente con la dinamica denunciata, la compagnia ha il diritto di contestare il pagamento del sinistro.

    Rimane da sciogliere ancora l’ultima perplessità: se l’assicurato rimane proprio convinto che la dinamica denunciata sia quella reale, allora verrebbe messa in dubbio la consistenza della perizia disposta dall’assicuratore.

    L’assicurato ha il diritto e facoltà d’incaricare privatamente un proprio Perito, preferibilmente specializzato nelle perizie giudiziarie tecnico comparative, per effettuare una attenta contro perizia ricostruttiva e comparativa ed eventualmente anche estimativa se necessaria.

    Nel caso la gestione del sinistro venga affidata ad una Agenzia di Infortunistica Sinistri, il Perito privato di parte potrebbe essere contemplato di base, evitando l’anticipo di spese incerte.

    Mi pregio di osservare che nella casistica tecnica di fattispecie a mio modesto parere non esiste la regola certa che se un veicolo provoca un danno, l’altro mezzo antagonista debba necessariamente contenere altri danni a supporto o conferma dell’evento.

    Nella mia trentennale esperienza lavorativa, ho trovato talvolta casi dove non esisteva alcun danno al mezzo che provocava l’incidente, le deduzioni e valutazioni spettano solitamente ai Periti Assicurativi.

    Nelle perizie più attente e scrupolose, il professionista dovrebbe indicare anche come ha fatto a desumere le circostanze in maniera verosimile e coerente, riepilogando eventuale sinossi nelle proprie conclusioni.

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