Arriva il bonus-malus anche per la R.C. Professionale Medica

group of doctors in a hospital in a lineIn discussione la bozza di regolamento di attuazione dell’obbligo di assicurazione previsto dalla Legge Balduzzi.

A breve, ovvero il 14 agosto 2014, entrerà in vigore l’obbligo, già slittato di un anno rispetto ad altri professionisti, per tutti gli esercenti le professioni mediche e sanitarie di stipulare polizze per la responsabilità civile professionale a copertura del rischio connesso all’attività di lavoro in adempimento di quanto previsto dalla c.d. Legge Balduzzi (Decreto Legge 158/2012 poi convertito nella Legge 189/2012, art. 3).

L’obbligo, ricordiamo a tutti i lettori, era stato posticipato a causa della mancanza del regolamento di attuazione della disciplina che dovrà stabilire i requisiti minimi di tale tipologia di polizze e, dunque, al fine di consentire alle imprese di assicurazione di immettere sul mercato prodotti rispettosi delle regole concertate dalle varie parti sociali e agevolare così l’accesso alla copertura assicurativa. Nel mese di aprile appena passato il Ministero della Salute, ormai quasi sulla linea del traguardo, ha varato la bozza del suddetto regolamento che, proprio in questi giorni, verrà sottoposto al vaglio ed al parere dei sindacati di comparto (Cgil, Cisl, Uil Fials, Fsi e Nursind) e poi alla Federazione degli ordini dei medici e dei collegi delle professioni sanitarie.

Vediamo allora quali sono i principali contenuti della bozza già elaborata.

INNANZITUTTO COSA PREVEDEVA L’ART. 3 DELLA LEGGE BALDUZZI

La disposizione titolata “Responsabilità professionale dell’esercente le professioni sanitarie” dopo aver evidenziato, al primo comma, l’importanza delle linee guida e delle buone pratiche accreditate ai fini della determinazione della colpa medica, di cui i giudici dovranno tenere conto anche ai fini del risarcimento del danno, al secondo alinea detta i principi informatori cui dovranno ispirarsi i contratti assicurativi che dovranno garantire il rischio di esercizio dell’attività medica e sanitaria. E, infatti, si legge:

“Con decreto del Presidente della Repubblica, … sentite l’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (ANIA), la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, nonché le Federazioni nazionali degli ordini e dei collegi delle professioni sanitarie e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative delle categorie professionali interessate, …, al fine di agevolare l’accesso alla copertura assicurativa agli esercenti le professioni sanitarie, sono disciplinati le procedure e i requisiti minimi e uniformi per l’idoneità dei relativi contratti, in conformità ai seguenti criteri:

a) determinare i casi nei quali, sulla base di definite categorie di rischio professionale, prevedere l’obbligo, in capo ad un fondo appositamente costituito, di garantire idonea copertura assicurativa agli esercenti le professioni sanitarie. Il fondo viene finanziato dal contributo dei professionisti che ne facciano espressa richiesta, in misura definita in sede di contrattazione collettiva, e da un ulteriore contributo a carico delle imprese autorizzate all’esercizio dell’assicurazione per danni derivanti dall’attività medico-professionale, determinato in misura percentuale ai premi incassati nel precedente esercizio, comunque non superiore al 4 per cento del premio stesso, con provvedimento adottato dal Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro della salute e il Ministro dell’economia e delle finanze, sentite la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, nonché le Federazioni nazionali degli ordini e dei collegi delle professioni sanitarie;

b) determinare il soggetto gestore del Fondo di cui alla lettera a) e le sue competenze senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica;

c) prevedere che i contratti di assicurazione debbano essere stipulati anche in base a condizioni che dispongano alla scadenza la variazione in aumento o in diminuzione del premio in relazione al verificarsi o meno di sinistri e subordinare comunque la disdetta della polizza alla reiterazione di una condotta colposa da parte del sanitario accertata con sentenza definitiva.

SOGGETTI CUI SI RIFERISCE L’OBBLIGO DI COPERTURA ASSICURATIVA

La bozza di regolamento elaborata dal Ministero, nel definire l’ambito di applicazione, stabilisce che lo stesso si applica al libero professionista esercente le professioni sanitarie e al personale sanitario delle ASL, Aziende Ospedaliere, Istituti e Enti del Servizio sanitario nazionale o strutture sanitarie private con rapporto di lavoro di dipendenza o altra tipologia di rapporto di lavoro. Definisce inoltre l’esercente le professioni sanitarie, quale professionista che, in forza di un titolo abilitante, svolge attività negli ambiti delle rispettive competenze, di prevenzione, diagnosi, cura, assistenza e riabilitazione che iscritto all’albo o collegio professionale, eserciti, la relativa attività professionale. In tale ambito rientrano: medico-chirurgo, odontoiatra, farmacista, veterinario, psicologo-psicoterapeuta, infermiere, ostetrica, infermiere pediatrico, podologo, fisioterapista, logopedista, ortottista-assistente di oftalmologia, terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, tecnico riabilitazione psichiatrica, terapista occupazionale, educatore professionale, tecnico audiometrista, tecnico sanitario di laboratorio biomedico, tecnico sanitario di

radiologia medica, tecnico di neuro fisiopatologia, tecnico ortopedico, tecnico audioprotesista, tecnico della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare, igienista dentale, dietista, tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, assistente sanitario.

ADEGUAMENTO DEL PREMIO (BONUS/MALUS)

Uno dei requisiti minimi che i contratti assicurativi per responsabilità civile professionale, medica e sanitaria, dovranno contenere è l’adeguamento del premio in aumento o in diminuzione, in relazione al verificarsi o meno di sinistri nel corso della durata contrattuale. La bozza specifica inoltre che le “variazioni del premio di tariffa devono essere in ogni caso coerenti e proporzionate alla variazione dei parametri adottati per la definizione del premio stesso. A tal fine le imprese di assicurazione rilasciano, su richiesta dell’assicurato, un’apposita dichiarazione, rendendo noto il processo di determinazione del prezzo finale della copertura assicurativa”.

A giudizio della scrivente la norma, auspicabile e auspicata, pur essendo stata pensata per soddisfare la duplice esigenza di premiare i professionisti virtuosi e penalizzare, invece, i meno diligenti, così com’è risulta scarna e lacunosa. Sarebbe, infatti, opportuno, al fine di rendere coerente l’intero sistema, introdurre un meccanismo maggiormente specifico e simile a quello applicato per la responsabilità civile auto (R.C.A.) prevedendo una classe di Conversione Universale (CU) al fine di garantire, nel passaggio da un’impresa all’altra, il medesimo ingresso di merito. Anche in tal caso, alla prima stipula andrebbe prevista una classe di ingresso (la 14esima per l’R.C.A.) che alla scadenza annuale potrà migliorare o peggiorare a seconda del verificarsi di casi (c.d. sinistri) di responsabilità professionale con colpa durante il periodo precedente.

Su tale questione vedremo, dunque, come il Legislatore sotto la spinta delle rappresentanze di categoria, riuscirà a soddisfare le aspettative dei soggetti interessati dall’obbligo.

ALTRI CONTENUTI ESSENZIALI – Oltre all’adeguamento del premio, la bozza di regolamento prevede tra i requisiti minimi per l’idoneità dei contratti assicurativi in argomento:

–          la durata non inferiore ai tre anni;

–          massimale minimo non inferiore ad 1.000.000 di euro per ciascun sinistro e per ciascun anno, fatta salva la possibilità di reintegrare il massimale secondo le condizioni previste dal contratto;

–          retroattività della copertura assicurativa per un breve periodo antecedente alla stipula del contratto stesso;

–          le polizze stipulate prima dell’entrata in vigore dell’obbligo assicurativo e prive dei requisiti minimi dettati dal regolamento, saranno valide solo fino alla prima scadenza o ricorrenza annuale successiva alla suddetta entrata in vigore;

–          l’impresa di assicurazione non può esercitare il diritto di recesso se non si è verificato nessun evento modificativo degli elementi sulla base dei quali è stato valutato il rischio e determinato il premio tariffario. Il recesso potrà essere esercitato dalle imprese di assicurazione solo in caso di reiterazione di una condotta colposa da parte dell’esercente la professione sanitaria accertata con sentenza definitiva;

–          l’esercente la professione sanitaria potrà stipulare idonea copertura assicurativa professionale anche tramite convenzioni collettive;

–          le imprese o gli intermediari che commercializzano l’assicurazione per danni derivanti dall’attività sanitaria dovranno prevedere nei propri siti internet aree nelle quali sia possibile consultare le condizioni contrattuali, le modalità di acquisto della copertura e le informazioni da fornire all’impresa per l’eventuale sottoscrizione del contratto;

–          la franchigia è opponibile al solo assicurato ma non al danneggiato il quale verrà indennizzato del danno senza appunto tenere conto della franchigia prevista in polizza. La stessa verrà, poi recuperata dall’impresa di assicurazione nei confronti del professionista;

–          l’esborso massimo dello scoperto (diverso dalla franchigia) eventualmente previsto in polizza deve essere previsto in cifra assoluta con carattere di particolare evidenza che, in caso di sinistro, l’assicurato deve corrispondere all’impresa di assicurazione.

L’ISTITUZIONE DEL FONDO – Allo scopo di garantire idonea copertura assicurativa agli esercenti le professioni sanitarie, la bozza di regolamento prevede la costituzione, presso Consap S.p.A., del Fondo previsto dall’articolo 3 della succitata Legge Balduzzi. La gestione e l’amministrazione del Fondo, sotto la vigilanza del Ministero dello sviluppo economico e del Ministero della salute, sono attribuite a Consap S.p.A., con l’assistenza di un apposito Comitato. La rappresentanza legale del Fondo è attribuita anch’essa a Consap S.p.A..

La bozza regola anche i casi di accesso al Fondo stabilendo che gli esercenti le professioni sanitarie possono richiedere l’intervento del Fondo:

–           nel caso venga richiesto dalle imprese assicuratrici un premio che non rientri nei parametri e condizioni standard ovvero il mercato assicurativo rifiuti espressamente la relativa copertura. Nel caso in cui l’esercente le professioni sanitarie dimostri di aver ricevuto un’offerta di premio assicurativo il cui importo non rientri nei parametri e condizioni standard, agevola l’accesso alla copertura richiesta, attraverso il rimborso all’esercente assicurato dell’integrazione del premio versato, prevedendo tuttavia dei limiti.

–          qualora l’esercente le professioni sanitarie dimostri di aver ricevuto tre rifiuti sul mercato assicurativo, provenienti da almeno tre gruppi assicurativi, anche attraverso i propri intermediari, ovvero mediatori di assicurazioni, dopo apposita istruttoria del Comitato, volta ad accertare l’assenza di offerte provenienti dai maggiori gruppi assicurativi, anche attraverso i propri intermediari, ovvero mediatori di assicurazioni, il Fondo agevola l’accesso alla copertura richiesta, attraverso l’individuazione di idonea polizza nei modi ed alle condizioni definite ai sensi del dell’articolo.

La bozza di regolamento disciplina, inoltre, in ottemperanza alle indicazioni previste dall’art. 3, le modalità e l’ammontare dei contributi che vengono versate al Fondo dalle imprese di assicurazione

autorizzate all’esercizio dell’assicurazione per danni derivanti dall’attività medico-professionale e dai professionisti che richiedono l’intervento del Fondo, i quali, a prescindere dall’ammontare del contributo, determinato dal Comitato, sono tenuti a versare il medesimo per un periodo non inferiore a cinque anni.

Avv. Patrizia Comite – Autore del Blog: http://giuridicamenteparlando.blogspot.it/ e Partner di AssicuriamociBene.it

 

5 commenti su “Arriva il bonus-malus anche per la R.C. Professionale Medica

  1. Buongiorno. L’impresa assicurativa è impresa commerciale soggetta prevalentemente a rischio operativo che si gestisce, appunto, selezionando i rischi assunti. La tariffa B/M elimina in radice i benefici della concorrenza, costringendo ogni player a adeguarsi al cartello guidato da un governo in evidentissimo conflitto d’interessi (visto che incamera imposte calcolate in percentuale sul premio, e peraltro sulla RC medica si tratta delle imposte più elevate in UE – 22,25%!!!!). Sistemato così l’interesse dell’erario a carico del consumatore/utente (della strada come dei servizi sanitari), si completa il danno consentendo che l’automobilista incauto e il medico negligente proseguano la loro opera gestendo, come unico deterrente, il costo assicurativo; perché sistemato quello possono entrambi continuare a mietere le loro vittime. Per tali ragioni, diversamente da Lei, auspico che il principio B/M non trovi nella RC professionale medica lo spazio riconosciuto nella RC proprietario veicoli (con il quale peraltro l’omogeneità del rischio è limitata alla RC trasportati). E soprattutto auspico che professionisti e politici italiani tornino ad avere rispetto per il loro solo cliente, committente e padrone, ossia l’utente, senza il cui sacrificio, mai sufficientemente ripagato, non avrebbero alcunchè.

  2. Ciao Davide, in attesa di una replica da parte dell’autore, vorrei dire la mia sull’argomento.
    Premetto che l’impresa assicurativa danni è soggetta prevalentemente ai rischi tecnici e poi ad altri (conformità, operativi, finanziari, immagine), mentre quelle vita prevalentemente da quelli finanziari seguiti da quelli tecnici e poi tutti gli altri.
    In merito al B/M in linea di principio è un strumento meritocratico, e non funziona più nel ramo rca a causa del Decreto Bersani, in quanto si sono spostate tante classi verso la 1 e la maggior parte degli assicurati oggi si trovano in 1.
    Sul discorso conflitto d’interessi sono pienamente d’accordo con te, ma fino a quando le decisioni prese dai politici saranno basate solo per finalità di campagna elettorale non vi saranno mai riforme a favore dei cittadini!!!

  3. Ciao Alessandro apprezzo il tuo contenuto. Tuttavia i rischi cui è soggetto l’interesse dell’impresa assicurativa danni restano di totale competenza del suo azionista e non dell’utente o consumatore, che è obbligato a pagare il premio necessario a trasferirli a un’impresa commerciale e ha, quale unico strumento utile alla calmierazione del premio obbligatorio, la concorrenza. La tariffa B/M interviene proprio su quest’unico strumento (la concorrenza) per il consumatore, limitandone grandemente la portata a vantaggio solo dell’assicuratore; per tale ragione la M/M è, a mio parere, evidentemente illegittima. La lettura meritocratica sarebbe apprezzabile soltanto laddove il ramo fosse esercitato pubblicamente (come accadeva ai tempi di Assitalia), ma l’esercizio privato e a scopo di lucro rende la B/M (naturalmente a mio parere) illegittima e abusiva, nel senso che testimonia un grave abuso (in primis da parte del parlamento) a danni dei consumatori. BM significa che il mercato degli assicuratori (il banco) è certo di non perdere mai: prima di parlare di altri “rischi” sarebbe opportuno commentare il fatto che gli assicuratori sembrerebbero non sopportare alcun rischio d’impresa, mentre i consumatori sono certi soltanto di pagare sempre più.

  4. Davide forse non hai apprezzato il mio contenuto altrimenti non saresti tornato a replicare! 😉
    Gli interessi e i rischi non sono di competenza dei soli azionisti ma di tutti gli Stakeholder, ad ogni modo a prescindere dei soggetti io commentavo l’ordine di importanza dei rischi di un’impresa assicurativa danni e vita, e tecnicamente e come ti ho spiegato (ricordo che sono una funzione di controllo di terzo livello).
    Sul discorso B/M ribadisco che da quando è stato introdotto il “Bersani” il solo coefficiente non ha più molta incidenza tra i vari fattori che compongono la tariffa RCA. P
    Convengo con te che non c’è volontà su abbassare i premi, sopratutto da parte del Governo che non ha interesse ad intervenire ed ha invece interesse ad intascare il 25% circa del premio, dato che i veri problemi del caro rca sono noti a tutti, e basterebbero tre norme semplici per risolvere tutto!!!!

  5. Ciao Alessandro. Ti confermo l’apprezzamento del tuo contenuto, che tuttavia mi è sembrato non rilevare dal punto di vista soggettivo del titolare di interessi assicurabili. Del risk management dell’assicuratore (che è fatto in nome e per conto proprio e mai di quello dei clienti) apprezzo poco la totale – totale – assenza di prevenzione, che rende l’assicuratore pienamente corresponsabile (secondo me per nulla dispiaciuto) dell’introduzione in portafoglio di pessimi rischi.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.