Incidente con sportello aperto e responsabilità concorsuale

Un lettore scrive alla nostra rubrica il seguente quesito:

Ero in sosta a Milano, sceso dalla mia auto mi accingevo a chiudere lo sportello anteriore sx, il furgone in attesa semaforica riparte portandomi via la portiera e creando non pochi danni alla mia auto.
La mia assicurazione mi dice che il torto è mio. E’ giusto?

La situazione descritta dal lettore è frequente ed è purtroppo frequente anche l’atteggiamento superficiale delle imprese di assicurazione che applicano le norme dei codici della strada e delle assicurazioni private senza alcun approfondimento.

In teoria bisognerebbe partire sempre dalla pietra angolare della responsabilità civile da circolazione dei veicoli, che è l’art. 2054 c.c., il quale stabilisce chiaramente la presunzione di responsabilità paritaria per entrambi i conducenti in ogni caso di collisione e di danni tra veicoli a motore.
Perchè sia superata questa presunzione bisogna che la condotta di uno dei due sia tale da assurgere a causa esclusiva dell’incidente, e per converso, che la condotta dell’altro sia conforme alle comuni norme di prudenza e diligenza.

Nel caso descritto, non sembra possibile valutare la condotta dell’altro conducente come conforme a prudenza e diligenza, per il semplice fatto che lo sportello era aperto prima che il veicolo -in fermata al semaforo- ripartisse. Si può agevolmente ravvisare una violazione dell’obbligo generico di moderazione della velocità e di controllo del veicolo di cui all’art. 141 C.d.S.

D’altra parte però, l’apertura dello sportello comporta, ai sensi dell’art. 157, co 7 del C.d.S. una presunzione di responsabilità da parte di chi apre improvvisamente, o lascia aperte le portiere creando intralcio.

Tornando dunque al caso di specie, ritengo che, date per provate le circostanze descritte dal lettore, con particolare riferimento alla “ripartenza” dell’altro veicolo dopo una fermata, alla violenza dell’urto, e al tempo in cui la portiera è rimasta aperta, un attento giudice potrebbe ripartire la responsabilità al 50%.
Difficile per chi aveva lo sportello aperto ottenere di più, perchè è molto arduo provare che uno sportello aperto a bordo strada non abbia creato quell’intralcio alla circolazione di cui parla il Codice della Strada.

Quanto sopra ha valenza squisitamente giuridica. Da un punto di vista pratico entrano in gioco fattori che rendono la vita del danneggiato con portiera aperta più difficile di come dovrebbe essere.

Infatti le imprese di assicurazione, specialmente nei casi di incidenti a due veicoli, con conseguente applicazione delle prassi legate alla CARD, non esaminano attentamente tutte le circostanze del caso singolo, ma si limitano ad un’applicazione del noto “Schema di ripartizione della responsabilità in base a casistiche ricorrenti”, introdotto dal DPR 254/06, che fornisce risposte non soddisfacenti, ma pratiche e quindi efficaci nei rapporti tra assicurazioni.

Si tratta, ricordiamolo, di uno schema che, incrociando le condotte più tipiche, porta a un esito di tipo “T” (torto), “R” (ragione), “C” (Concorso), o “NC” non classificabile.

Ora, poiché contrassegnando sul modulo di Constatazione Amichevole d’Incidente la dicitura “apriva una portiera”, si ha quasi sempre torto, è evidente che del ragionamento giuridico svolto sopra le imprese di assicurazione incaricate di liquidare non terranno mai conto.

Per chi abbia subito ingenti danni al veicolo, sarà utile quindi, di fronte a uno scontato diniego del risarcimento, procedere con la citazione davanti al Giudice di Pace, sempre che si abbiano testimoni che possano dar prova della mancanza di prudenza e diligenza dell’altro conducente.

 

Avv. Antonio Benevento

www.studiolegalebenevento.it

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