Incidenti stradali: arriva la “negoziazione assistita”

E’ entrato in vigore in questi giorni il d.l. 132/2014, che apporta modifiche incisive al sistema giudiziario, volte, fra l’altro, a ridurre l’arretrato dei procedimenti civili.

Nel pacchetto dei provvedimenti spicca l’introduzione di una nuova forma di soluzione alternativa delle controversie, che dovrebbe fare da “filtro” all’accesso alla giustizia ordinaria.

Si tratta della “negoziazione assistita”, ovvero un tentativo formale di addivenire ad un accordo con l’assistenza obbligatoria di avvocati.

Non si potrà intentare un’azione legale senza prima aver formalmente invitato la controparte a partecipare alla “negoziazione assistita”, nella materia degli incidenti stradali e in generale in tutti i casi in cui si richiede una somma di denaro non superiore a 50.000 euro.

Restano fuori le materie per cui è già previsto il tentativo obbligatorio di mediazione (tra cui le vertenze sui contratti di assicurazione), i contratti tra professionisti e consumatori, e altri (pochi) casi tassativamente elencati.

In sostanza, quando le norme pubblicate oggi verranno convertite in legge, a partire dal 90° giorno dalla conversione, chi volesse far causa alla propria compagnia di assicurazione o alla compagnia della controparte per un incidente stradale dovrà prima invitare l’assicurazione a tentare una negoziazione assistita con l’ausilio di un avvocato iscritto all’albo (ovviamente dovrà farlo tramite un avvocato iscritto all’albo), per poi, solo in caso di insuccesso del tentativo, iniziare la causa.

La negoziazione assistita è infatti prevista come “condizione di procedibilità”, quindi passaggio necessario se si vogliono intraprendere le vie legali.

Almeno per gli incidenti stradali la previsione di una trafila siffatta è poco logica e poco coerente con il sistema. Il Codice delle Assicurazioni Private, infatti, prevede già una serie di vincoli che impediscono al danneggiato di rivolgersi troppo precipitosamente al Giudice ordinario. In sostanza bisogna assicurare alla compagnia la possibilità di esaminare tutte le carte e verificare l’entità dei danni e attendere che spirino i termini previsti dalla legge (60gg per i danni materiali e 90 per i danni alla persona).

Si tratta già di norme di garanzia che impongono alle parti uno spazio di trattativa. Non si vede che bisogno ci sia di raddoppiare il filtro, quando già questo primo filtro è oggetto di continui rinvii alla Consulta per verificarne la rispondenza ai principi costituzionali.

La risposta è semplice: tagliare la spesa per la giustizia vuol dire anche tagliare l’ampiezza del diritto alla giustizia. Il Governo manda un messaggio molto chiaro con queste norme. Vuoi giustizia? Fattela privatamente. Se poi proprio non riesci a trovare una soluzione negoziando, puoi chiedere al Tribunale, ma a tuo rischio e pericolo.

Per quel che riguarda però la Rc Auto, la norma è di dubbia utilizzabilità, l’invito del danneggiato alla negoziazione assistita rischia di diventare una formalità fra le altre. E’ infatti dubbio che le compagnie incarichino avvocati, pagandoli, per partecipare a trattative che sono state già condotte dai liquidatori.

Le norme che riguardano la negoziazione assistita in materia di incidenti stradali e di vertenze economiche in genere sono essenzialmente contenute in tre articoli, che riportiamo qui sotto:

Art. 2. Convenzione di negoziazione assistita da un avvocato

1. La convenzione di negoziazione assistita da un avvocato e’ un accordo mediante il quale le parti convengono di cooperare in buona fede e con lealta’ per risolvere in via amichevole la controversia tramite l’assistenza di avvocati iscritti all’albo anche ai sensi dell’articolo 6 del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 96.

2. La convenzione di negoziazione deve precisare:

a) il termine concordato dalle parti per l’espletamento della procedura, in ogni caso non inferiore a un mese;

b) l’oggetto della controversia, che non deve riguardare diritti indisponibili.

3. La convenzione e’ conclusa per un periodo di tempo determinato dalle parti, fermo restando il termine di cui al comma 2, lettera a).

4. La convenzione di negoziazione e’ redatta, a pena di nullita’, in forma scritta.

5. La convenzione e’ conclusa con l’assistenza di un avvocato.

6. Gli avvocati certificano l’autografia delle sottoscrizioni apposte alla convenzione sotto la propria responsabilita’ professionale.

7. E’ dovere deontologico degli avvocati informare il cliente all’atto del conferimento dell’incarico della possibilita’ di ricorrere alla convenzione di negoziazione assistita.

Art. 3. Improcedibilità

1. Chi intende esercitare in giudizio un’azione relativa a una controversia in materia di risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti deve, tramite il suo avvocato, invitare l’altra parte a stipulare una convenzione di negoziazione assistita. Allo stesso modo deve procedere, fuori dei casi previsti dal periodo precedente e dall’articolo 5, comma 1-bis, del decreto legislativo 4 marzo 2010 n. 28, chi intende proporre in giudizio una domanda di pagamento a qualsiasi titolo di somme non eccedenti cinquantamila euro. L’esperimento del procedimento di negoziazione assistita e’ condizione di procedibilita’ della domanda giudiziale. L’improcedibilita’ deve essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata d’ufficio dal giudice, non oltre la prima udienza. Il giudice quando rileva che la negoziazione assistita e’ gia’ iniziata, ma non si e’ conclusa, fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all’articolo 2 comma 3. Allo stesso modo provvede quando la negoziazione non e’ stata esperita, assegnando contestualmente alle parti il termine di quindici giorni per la comunicazione dell’invito. Il presente comma non si applica alle controversie concernenti obbligazioni contrattuali derivanti da contratti conclusi tra professionisti e consumatori.

2. Quando l’esperimento del procedimento di negoziazione assistita e’ condizione di procedibilita’ della domanda giudiziale la condizione si considera avverata se l’invito non e’ seguito da adesione o e’ seguito da rifiuto entro trenta giorni dalla sua ricezione ovvero quando e’ decorso il periodo di tempo di cui all’articolo 2, comma 2, lettera a).

3. La disposizione di cui al comma 1 non si applica:

a) nei procedimenti per ingiunzione, inclusa l’opposizione;

b) nei procedimenti di consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite, di cui all’articolo 696-bis del codice di procedura civile;

c) nei procedimenti di opposizione o incidentali di cognizione relativi all’esecuzione forzata;

d) nei procedimenti in camera di consiglio;

e) nell’azione civile esercitata nel processo penale.

4. L’esperimento del procedimento di negoziazione assistita nei casi di cui al comma 1 non preclude la concessione di provvedimenti urgenti e cautelari, ne’ la trascrizione della domanda giudiziale.

5. Restano ferme le disposizioni che prevedono speciali procedimenti obbligatori di conciliazione e mediazione, comunque denominati.

6. Quando il procedimento di negoziazione assistita e’ condizione di procedibilita’ della domanda, all’avvocato non e’ dovuto compenso dalla parte che si trova nelle condizioni per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, ai sensi dell’articolo 76 (L) del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115 e successive modificazioni. A tale fine la parte e’ tenuta a depositare all’avvocato apposita dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorieta’, la cui sottoscrizione puo’ essere autenticata dal medesimo avvocato, nonche’ a produrre, se l’avvocato lo richiede, la documentazione necessaria a comprovare la veridicita’ di quanto dichiarato.

7. La disposizione di cui al comma 1 non si applica quando la parte puo’ stare in giudizio personalmente.

8. Le disposizioni di cui al presente articolo acquistano efficacia decorsi novanta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

Art. 4. Non accettazione dell’invito e mancato accordo

1. L’invito a stipulare la convenzione deve indicare l’oggetto della controversia e contenere l’avvertimento che la mancata risposta all’invito entro trenta giorni dalla ricezione o il suo rifiuto puo’ essere valutato dal giudice ai fini delle spese del giudizio e di quanto previsto dagli articoli 96 e 642, primo comma, del codice di procedura civile.

2. La certificazione dell’autografia della firma apposta all’invito avviene ad opera dell’avvocato che formula l’invito.

3. La dichiarazione di mancato accordo e’ certificata dagli avvocati designati.

….

Staremo a vedere che succederà nell’iter di conversione. Meno di anno fa si parlava di una riforma della Rc Auto che poi è stata cestinata.

Avv. Antonio Benevento

www.studiolegalebenevento.it

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Assicuriamoci Bene in collaborazione con un team di professionisti (studi professionali di periti ed avvocati, esperti di diritto delle assicurazioni, della quantificazione del danno, di ricostruzione delle dinamiche degli incidenti), ha predisposto il servizio gratuito “L’ esperto risponde” per gli utenti del Blog

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