La Conciliazione paritetica Rc Auto non convince i danneggiati. Ennesima trovata assicurativa

FlopComunicato stampa di ANIES

La conciliazione paritetica per i sinistri Rc Auto non decolla, gli automobilisti potrebbero far ricorso a questo istituto per risolvere le proprie controversie con le Assicurazioni, ma solo quelle fino a 15.000 euro, non superiori.

In pratica trattasi di un accordo stipulato tra ANIA e alcune Associazioni di Consumatori per una rapida soluzione delle controversie relative ai sinistri stradali senza necessariamente ricorrere all’Autorità Giudiziaria.

Nei primi otto mesi del 2014 è stata attivata solo in 180 casi, su meno di 200.000 sinistri, il 25% circa dei quali si trasforma in contenzioso.

Secondo l’IVASS (Istituto di vigilanza sulle Assicurazioni) e ANIA (Associazione delle Compagnie) la ragione di questo clamoroso insuccesso sta nella mancanza di una corretta informazione, gli automobilisti non sarebbero a conoscenza di questo nuovo istituto.

Per Luigi Cipriano, Presidente di ANEIS – Associazione Nazionale Esperti Infortunistica Stradale, la realtà è un’altra: “Si dà troppa importanza agli accordi che fa l’ANIA, che rappresenta sempre e solo le imprese di assicurazione e pertanto fa solo ed esclusivamente gli interessi delle Imprese di assicurazione, non certo l’interesse dei danneggiati. Il danneggiato ha finalmente capito che solo un serio patrocinatore stragiudiziale o un patrocinatore legale lo può validamente assistere e consigliare ed è a questi che si affida in caso di bisogno. Dunque – continua Cipriano – la conciliazione paritetica è un vero bluff dell’ANIA predisposto solo per gettare fumo negli occhi, per poter dire ai nostri politici che sta facendo di tutto per scongiurare un contenzioso giudiziario ed inutili spese di patrocinio, per evitare che avvocati e patrocinatori facciano indebitamente ed artatamente lievitare i danni e quindi i risarcimenti ed è per questi motivi che non è possibile abbassare i premi assicurativi.  Insomma l’ANIA vorrebbe avere a che fare direttamente con il danneggiato, in modo da poterlo intortare e risarcirlo con pochi euro, senza doversi confrontare con un patrocinatore esperto e preparato e davvero interessato a tutelare la parte rappresentata”. C’era la mediazione obbligatoria – continua Cipriano – ebbene, poche anzi pochissime volte le compagnie hanno accettato di parteciparvi, tant’è che il legislatore l’ha resa solo volontaria e oggi nessuno più la utilizza, perché mai ora l’ANIA vorrebbe spingere la conciliazione paritetica? Forse perché, contrariamente alla mediazione, nella conciliazione paritetica avrebbe sicuramente ben maggiori possibilità di riuscita?”.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.