Stress tests dell’EIOPA sulle assicurazioni in Europa

EIOPAL’Autorità europea per le assicurazioni e la previdenza (EIOPA) ha reso noti oggi i risultati degli stress tests effettuati su un vasto campione di assicurazioni europee. L’esercizio, condotto da EIOPA in stretto raccordo con le autorità nazionali di vigilanza (per l’Italia, l’IVASS), ha coinvolto compagnie e gruppi che rappresentano il 55% del mercato europeo. Le compagnie italiane coinvolte rappresentano il 60% del mercato nazionale.
Hanno aderito all’esercizio soggetti provenienti dai 28 Paesi dell’Unione europea e dalla Norvegia: 60 gruppi assicurativi di imprese e 107 imprese singole, per il core stress test; 225 imprese singole per il low yield stress test (vedi oltre per le definizioni). Per l’Italia hanno partecipato al primo test 5 gruppi e un’impresa singola, al secondo 6 imprese singole.
• L’esercizio ha il solo scopo di mettere in luce fattori di robustezza o di vulnerabilità del settore assicurativo; non intende quindi definire l’adeguatezza patrimoniale delle singole aziende, anche perché è basato su un regime regolatorio, Solvency 2, non ancora in vigore e di cui è stata utilizzata per l’esercizio una versione non completa, diversa da quella che sarà applicata all’entrata in vigore del nuovo regime. Per questa ragione non vengono resi noti i risultati compagnia per compagnia.2 Sono stati costruiti, per saggiare la tenuta delle assicurazioni, innanzitutto uno scenario di base in cui si sono ricalcolati i requisiti di capitale secondo le future regole di Solvency 2 (come detto, basandosi però su una versione non completa di quelle regole), poi due esercizi di stress, entrambi molto severi.

Il primo, definito Core, è basato su due ipotesi: 1) che il mercato sia colpito da shock finanziari di varia natura e forte intensità (caduta dei corsi azionari, aumento dello spread sui titoli governativi e sulle obbligazioni corporate); 2) che si produca un brusco peggioramento dei fattori di rischio specifici del settore assicurativo, sia nel comparto “vita” (ad esempio, riscatti di massa), sia in quello “danni” (ad esempio, catastrofi naturali). Questi scenari sono stati applicati innanzitutto ai gruppi di imprese assicurative, compresi quelli multinazionali.
Il secondo esercizio, definito Low Yield, si fonda su due ipotesi: una di tipo “giapponese”, con livelli persistentemente bassi dei tassi d’interesse su tutte le scadenze, e l’altra che assume una marcata inversione della curva dei tassi, con quelli a breve scadenza più alti di quelli a lunga. Questo esercizio, che intende saggiare la sostenibilità nel tempo delle garanzie offerte sui prodotti vita, è stato applicato solo a imprese singole, non anche a gruppi.
Entrambi gli esercizi hanno preso a riferimento i dati di fine 2013. Il requisito di capitale è stato calcolato sulla base della cosiddetta “formula standard” prevista da Solvency 2, quindi senza prendere in considerazione l’uso di “modelli interni” o di
“parametri specifici” per la valutazione dei rischi, che sono pure previsti da Solvency 2 e che commisurano il requisito di capitale all’effettivo profilo di rischio delle assicurazioni.

Per il sistema italiano emerge una sufficiente capitalizzazione nella prospettiva di Solvency 2: sotto stress, essa diviene lievemente più bassa della media europea nello scenario Core, è invece più alta nello scenario “giapponese” low yield.

Nello scenario di base tutti i soggetti italiani coinvolti nell’esercizio soddisfano i futuri requisiti di capitale imposti da Solvency 2, contro l’86% nell’intero campione europeo.
Nell’ipotesi più severa di shock finanziari del Core Stress Test metà dei soggetti italiani continuerebbero a soddisfare i requisiti di capitale di Solvency 2 (56% nell’intero campione europeo). Nell’ipotesi del Low Yield Stress Test l’83% delle imprese nazionali
continuerebbero a soddisfare il requisito patrimoniale (76% nell’intero campione europeo), anche in forza di un miglior allineamento sia della durata finanziaria sia del rendimento fra attività e passività di bilancio.

Dagli esiti di questo esercizio si traggono importanti indicazioni per l’attività di vigilanza anche nel nostro paese, in linea con le raccomandazioni EIOPA; indicazioni su cui l’IVASS farà leva per garantire un ordinato passaggio al nuovo regime e rafforzare, ove necessario, i presidi di controllo e gestione dei rischi delle compagnie.

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