Incidenti con veicoli esteri: chi paga il trasportato?

Immagine targhe estereBasta prestare attenzione alle targhe dei veicoli che circolano nel nostro Paese, per renderci conto che quelle straniere sono in aumento.

L’ingresso nella U.E. di alcune nazioni dell’est, e il differenziale tra i costi di mantenimento delle auto in Italia e in paesi come la Romania, la Bulgaria o la Moldavia, sono le principali ragioni di questo costante cambiamento.

Ciò comporta una maggiore possibilità per gli automobilisti italiani di essere coinvolti in un sinistro con un veicolo avente targa estera (c.d. “sinistri UCI”).

Per quanto riguarda il conducente/proprietario del veicolo italiano che chiede i danni al conducente/proprietario del veicolo estero, la procedura è chiara e univoca.

Si deve scrivere una raccomandata all’Ufficio Centrale Italiano (UCI), che ai sensi dell’art. 126, co. 2, lett. b) e c), d.lgs. 209/05 (Cod. Ass. Priv.), agisce come domiciliatario e sta in giudizio per conto di assicurato, responsabile civile, e impresa di assicurazione estera.

L’UCI comunica entro tre mesi quale offerta intenda fare o il motivo del diniego del risarcimento (art. 125, co. 5Bis, d.lgs.209/05). Il termine più lungo per i danni a cose, è spiegato dalla necessità di verificare, tramite processi burocratici internazionali, la copertura assicurativa del veicolo condotto dal responsabile.

Se questa mancasse, il danneggiato si dovrebbe rivolgere al Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada.

Se questa prassi è univoca, meno univoca è la prassi per la richiesta dei danni del trasportato sull’auto italiana.

Nei sinistri che coinvolgono solo veicoli italiani infatti, i trasportati sono stati sollevati da ogni questione inerente la responsabilità, e facilitati nell’ottenere il risarcimento dei danni subiti, che verranno risarciti dall’assicurazione del veicolo sul quale viaggiavano al momento dell’incidente.

Ciò è previsto dall’art. 141, d.lgs. 209/05.

Tale norma non fa alcuna distinzione inerente nazionalità di targhe e/o assicurazioni dei veicoli. Quindi si è posto il problema della sua applicabilità nei sinistri tra veicoli italiani e veicoli stranieri.

La questione, in altri termini si traduce nella domanda: se viaggio su un veicolo italiano e rimango ferito in un incidente con un veicolo estero, posso richiedere i danni all’assicurazione del veicolo sul quale sono trasportato?

Non esiste una posizione univoca. Ciò deriva dalla mancanza di una norma di raccordo, che permetta di conciliare il sistema di risarcimento dei terzi trasportati, che funziona grazie a una convenzione che regola i rapporti tra le compagnie (C.T.T. Convenzione Terzi Trasportati), con i casi in cui tale convenzione non può operare perchè le imprese estere, e l’UCI, non vi aderiscono.

C’è chi si attiene al dato letterale della norma, e sostiene che l’art. 141, d.lgs 209/05 attribuisce il diritto al trasportato ad ottenere il risarcimento dall’impresa che assicura il veicolo sul quale viaggiava e quindi ogni altra considerazione è superflua.

C’è chi invece sostiene che non applicandosi la C.T.T., non si può chiedere il risarcimento all’impresa italiana, ma si deve agire contro il responsabile civile (quindi l’UCI).

Il superamento dell’empasse, può avvenire attraverso l’interpretazione costituzionalmente orientata delle norme di settore.

L’art. 141, d.lgs 209/05, utilizza un’espressione letterale infelice: “il danno subito dal terzo trasportato è risarcito dall’impresa di assicurazione del veicolo sul quale era a bordo al momento del sinistro”.

Insomma tale procedura viene indicata non come una facoltà, ma come l’unica possibile.

Tuttavia, la Corte Costituzionale, in due pronunce emesse a breve distanza dall’entrata in vigore del codice delle assicurazioni private, ha chiarito che l’art. 141 del codice delle assicurazioni non può impedire al terzo trasportato di rivolgere le proprie richieste al responsabile civile, perchè non può aver ridotto i diritti del terzo trasportato, ma anzi li deve aver ampliati, secondo una lettura conforme ai principi costituzionali e alle direttive europee di settore (Corte Cost. nn. 205/08 e 440/08) .

A questo punto, anziché cercare di sostenere a tutti i costi l’operatività senza eccezioni dell’art. 141, d.lgs. 209/05, al trasportato converrà chiedere i danni all’UCI e al responsabile civile ivi domiciliato.

Tanto più che le compagnie italiane rifiutano di corrispondere l’importo del risarcimento ai trasportati nei sinistri tra i veicoli da loro assicurati e i veicoli esteri.

Il problema è che spesso accade che il trasportato nel “sinistro UCI” si trova “palleggiato” tra l’impresa che assicura il vettore e l’UCI, entrambi fermi nel sostenere che i danni li deve pagare l’altro.

In casi del genere, non rimane che intentare causa all’UCI, ai sensi dell’art. 126, d.lgs.209/05, visto più sopra.

 

Avv. Antonio Benevento

www.studiolegalebenevento.it

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