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Quesito: Mio padre è stato investito mentre attraversava sulle strisce pedonali da un automobilista che procedeva ad una velocità superiore al doppio di quella consentita ed è morto. L’avvocato propone agli eredi la negoziazione assistita; in cosa consiste e quale altra azione fare per il risarcimento?

Risposta: Il tentativo di negoziazione assistita non è una facoltà, bensì un obbligo per tutti i danneggiati da incidente stradale, entrato in vigore il 9 febbraio scorso.

Benchè sia stato previsto espressamente per gli incidenti stradali, è improbabile che la negoziazione assistita funzioni, perchè impone una trattativa tra l’avvocato del danneggiato e l’avvocato dell’assicurazione, quando una trattativa è già prevista per legge tra il danneggiato (o il suo avvocato) e l’ufficio liquidativo della compagnia.

Se fallisce la trattativa con il liquidatore, difficilmente può funzionare una seconda trattativa con un legale incaricato dal liquidatore.

Se comunque la compagnia accetta l’invito a negoziare, nomina un avvocato che intavolerà una trattativa con il Vostro legale. Se si giunge ad un accordo, si potrà fare un verbale di tale accordo, firmato da tutti i danneggiati, che avrà lo stesso effetto di una sentenza.

Ad ogni modo, l’avvocato Suo e degli altri eredi deve chiederVi la firma sull’invito per la negoziazione assistita perchè altrimenti non può fare causa alla compagnia che deve pagare.

E’ proprio la causa, in caso di offerta insufficiente della compagnia di assicurazione (ciò che probabilmente avverrà), lo strumento principe per ottenere il congruo risarcimento del danno.
Ci si può anche costituire parte civile nel processo penale, e chiedere il risarcimento in sede penale.

E’ preferibile far liquidare i danni al giudice civile, che in queste cose è più esperto, ma si tratta di punti di vista.

Casi come il Suo sono molto delicati, non sempre si ottengono informazioni nette e coerenti. Ciò non dipende dall’ avvocato, ma dal fatto che in ambito di danni gravi da incidente stradale, e segnatamente, di danno da morte del congiunto, il dibattito su come liquidare tali danni e, di conseguenza, sull’ammontare degli importi è molto acceso.

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