“Assicurazione a Delinquere” è nelle librerie, lo abbiamo letto per voi

Accompagnato da ospitate del suo autore in varie trasmissioni televisive di informazione ai cittadini, “Assicurazione a delinquere – confessioni di un insider” è uscito a fine febbraio, presentato come un pamphlet corrosivo e rivelatore sulle malefatte delle assicurazioni.

Il volumetto, 140 pagine compresa l’appendice, è di facile lettura, discorsivo, pieno di casi di cui l’autore, Massimo Quezel, si è realmente occupato in qualità di patrocinatore stragiudiziale.

Sì perchè come si evince facilmente dal titolo, “Assicurazione a delinquere” è espressione del punto di vista del danneggiato, non a caso lo ha scritto un signore che di mestiere accompagna il danneggiato nella tortuosa strada che porta ai risarcimenti per danni.

Una visione di parte del settore? Certo, ma non di meno di un libro del genere c’era estremamente bisogno. La vulgata più diffusa sui risarcimenti pagati dalle assicurazioni assegna a queste ultime il ruolo di “povere madri rapinate da figli truffatori” (i danneggiati), che “speculano”, “inventano i sinistri”, “fanno i certificati medici falsi”.

Solo chi lavora nel settore sa che le frodi rappresentano una parte non significativa del problema del sistema assicurativo-risarcitorio del nostro paese e che da ormai oltre 15 anni sono state promulgate norme volte esclusivamente ad erodere i diritti risarcitori dei danneggiati negli incidenti stradali, considerati feriti di serie B, grazie a norme emanate da legislatori compiacenti.

E solo gli addetti ai lavori, o i danneggiati che abbiano conosciuto la faccia peggiore delle compagnie, quella che non risponde alle richieste, quella che nega i risarcimenti, quella che sbaglia perchè non dispone di personale liquidativo sufficiente per gestire la mole di sinistri, o quella che semplicemente si appiglia a scuse per non pagare, solo costoro sanno quanto la rappresentazione della compagnia assicurativa che ti protegge, sia pura fantasia commerciale.

Per questo “Assicurazione a delinquere” colma un vuoto informativo. E lo fa proprio raccontando le inadempienze delle compagnie nella liquidazione dei sinistri, i soldi che queste inadempienze costano, sotto forma di sanzioni alle compagnie e quindi sotto forma di aumenti di premi; raccontando le norme approvate per ridurre i risarcimenti, per non pagare i colpi di frusta, le pressioni sui medici legali fiduciari delle compagnie, le pressioni sugli assicurati per far firmare loro rinunce a scegliersi il carrozziere.

Tutte cose che anche il sottoscritto, in queste pagine web, aveva ampiamente divulgato.

Particolarmente dure sono le pagine che parlano di incidenti gravi. Perchè quando si ha a che fare con ragazzi finiti in sedia a rotelle, o peggio con i genitori di un ragazzo morto in un incidente stradale, l’atteggiamento dilatorio tipico delle compagnie è effettivamente difficile da digerire, non solo per chi deve avere il risarcimento (che non è mai sufficiente a ristorare il danno, a meno che non crediate che 300.000 euro compensino un figlio morto), ma anche per chi assiste professionalmente i danneggiati.

Non manca un decalogo per l’assicurato, che deve accompagnarlo sia nella fase di sottoscrizione della polizza, che in quella infausta dell’incidente stradale, lo riproponiamo

  • L’assicurazione Rca non è una tassa (serve a garantire i risarcimenti);
  • il risparmio non è una soluzione, ovvero non si deve mirare solo agli sconti ma alle garanzie;
  • occhio a franchigie e massimali;
  • attenzione alla rinuncia alla rivalsa, meglio tutelarsi pagando qualche euro in più;
  • scegliete bene tutte le garanzie accessorie e le limitazioni;
  • attenzione alla constatazione amichevole di incidente;
  • niente è irrilevante, documentate tutto.

A dire il vero questo decalogo è un po’ “forzato”, perchè alcune argomentazioni sono divise ma potrebbero e dovrebbero stare in un’unica categoria.

Come anche forzato è il teaser del libro, “confessioni di un insider”: era troppo bello avere qualcuno che cantasse i segreti delle segrete stanze di una compagnia, e quindi hanno spinto sulla circostanza che l’autore abbia lavorato presso una compagnia. Ma leggendo il libro si evince che comunque Quezel non aveva lavorato nello stesso settore in precedenza. Impiegato di assicurazioni lo sarà stato senz’altro, ma non nel comparto liquidativo.*

Ciò non di meno, un libro per consumatori, che apra gli occhi sulla vera natura delle compagnie, che, come amano dire per bocca dei loro liquidatori, “non sono società di beneficenza”, andrebbe letto da larghe fasce della cittadinanza.

 

Avv. Antonio Benevento

www.studiolegalebenevento.it

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Assicuriamoci Bene in collaborazione con un team di professionisti (studi professionali di periti ed avvocati, esperti di diritto delle assicurazioni, della quantificazione del danno, di ricostruzione delle dinamiche degli incidenti), ha predisposto il servizio “L’ esperto risponde” per gli utenti del Blog.

 

*RETTIFICA: L’autore del libro, Massimo Quezel, ci ha segnalato che la suaesperienza professionale “dall’altra parte della barricata” è effettiva e non pretestuosa, avendo ricoperto il ruolo di manager e responsabile dell’ufficio sinistri per un colosso assicurativo americano, tramite la società che la rappresentava all’epoca in Italia, curando in particolare la fase liquidativa nel ramo rcauto .” 

Volentieri pubblichiamo.

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