Allianz e conciliazione paritetica sotto il faro dell’Antitrust

Si è aperto il 22 marzo 2016, davanti all’AGCM, il procedimento “CV144 Allianz – conciliazione paritetica”, per la valutazione sulla vessatorietà della clausola proposta da Allianz nei suoi contratti Rc Auto, che obbliga l’assicurato a rinunciare a farsi assistere da un legale o da un patrocinatore nella fase stragiudiziale della vertenza risarcitoria.

Nella polizza di Allianz infatti, viene proposta una clausola che impone di risolvere le eventuali controversie sul risarcimento alla “conciliazione paritetica”, ovvero a un procedimento conciliativo tra il danneggiato, assistito dalle associazioni dei consumatori, e la compagnia, quando deve liquidare il danno in sede di risarcimento diretto.
Se l’assicurato sottoscrive la clausola, a fronte di un modesto sconto, rinuncia, almeno nella prima fase, al proprio diritto alla difesa, costituzionalmente garantito ai sensi dell’art. 24 Cost..
La clausola è salvaguardata da una penale di 500 euro in caso di violazione dell’accordo.

Lo squilibrio tra la rinuncia e il corrispettivo (un modesto sconto), è oggetto ora di valutazione da parte del Garante, che dovrà valutare la presunta violazione degli artt. 33 e 34 del codice del consumo.

Già ci eravamo occupati di questo tipo di clausole, presenti sia nella polizza rc auto di Allianz, che in altre, quali Generali e Vittoria Assicurazioni, sottolineando l’illegittimità di questi accordi (Conciliazione paritetica? No, grazie)  nonché l’ambiguità della condotta delle numerose associazioni di consumatori che avevano aderito, nell’ambito di intese che sembrano perseguire interessi avulsi ai consumatori.
Nessuno infatti potrebbe dirci senza imbarazzo perchè l’assicurato dovrebbe sostituire la difesa tecnica degli specialisti con l’assistenza delle associazioni, guarda caso talmente gradita alle compagnie, da fare lo sconto agli assicurati pur di obbligarli a utilizzare questo meccanismo conciliativo.

La verità è che avvocati e patrocinatori stragiudiziali non sono solo un costo perchè la loro parcella è a carico della compagnia solvente, ma anche perchè costringono le compagnie a pagare integralmente il danno. Per questo da anni è in atto un tentativo di sottrarre le procedure risarcitorie, almeno quelle in sede di risarcimento diretto, all’intervento dei professionisti del settore.

Non c’è che da auspicare che da questo procedimento esca un segnale chiaro, una volta tanto estraneo all’equazione “meno risarcimenti = premi più bassi” che recentemente è entrato persino nelle aule della Corte Costituzionale e che salta fuori ad ogni occasione anche nei provvedimenti legislativi promossi dal Governo.

Sarebbe estremamente opportuno che si fissasse qualche paletto, in un momento in cui persino l’IVASS spinge per promuovere un istituto come quello della conciliazione paritetica che non ha altro scopo se non quello di impedire ai danneggiati di avere accesso a una vera e propria difesa, e di essere informati sui propri diritti da soggetti davvero indipendenti.

Come si può vigilare sul mercato assicurativo, giudicare le norme,  promulgarle…facendosi guidare dagli slogan pubblicitari delle Assicurazioni?

Anche da questo si vede che siamo in un’epoca caratterizzata dalla riduzione continua dei diritti.

 

Avv. Antonio Benevento

www.studiolegalebenevento.it

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Assicuriamoci Bene in collaborazione con un team di professionisti (studi professionali di periti ed avvocati, esperti di diritto delle assicurazioni, della quantificazione del danno, di ricostruzione delle dinamiche degli incidenti), ha predisposto il servizio “L’ esperto risponde” per gli utenti del Blog.

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