5 “miti da sfatare” sugli incidenti stradali

La cosa più importante per chi viene coinvolto in un incidente stradale, è acquisire corrette informazioni sui propri diritti. Circolano molte errate convinzioni tra gli assicurati, a volte diffuse dalle stesse compagnie. Vediamone alcune

1. “Se prendi il tuo avvocato devi pagarlo tu”

Questa è una delle informazioni francamente “false” che qualche impiegato di call center o qualche agente, ogni tanto danno all’assicurato. L’origine di questa bufala sta in una piccola norma del D.P.R. 254/06, recante il regolamento di attuazione del risarcimento diretto, che all’art. 9 comma 2 indicava che quando c’è risarcimento diretto (della propria assicurazione), in caso di accettazione dell’offerta al danneggiato non sono dovuti compensi diversi da quella medico legale. Tale norma è naufragata subito per due motivi: 1) quando interviene l’avvocato è lui che accetta l’offerta, dunque non l’accetta se non viene pagato anche lui, oltre al risarcimento di tutte le altre voci di danno; 2) la giurisprudenza unanime ha chiarito che il diritto alla difesa è costituzionalmente garantito, e dunque, se da una parte c’è la compagnia di assicurazione, con incaricati esperti che fanno una stima dei danni, dall’altra parte deve essere garantita l’assistenza tecnica, che dev’essere a carico di chi ha cagionato il danno (nel caso di risarcimento diretto, in vece di questi agisce la propria assicurazione).

In conclusione: quando si fa un incidente stradale, ciascuno ha il diritto di nominare un avvocato, il quale, se verrà riconosciuto il risarcimento del danno, verrà pagato dalla compagnia solvente, in quanto voce di danno.

2. “I colpi di frusta non li pagano più”

Questa affermazione, anch’essa circolante e con buona diffusione è anch’essa falsa. Trae origine dalla modifica al Codice delle Assicurazioni Private avvenuta nel 2012, con la legge n. 27, di conversione del “decreto liberalizzazioni”. Tali modifiche hanno previsto che per la risarcibilità delle lesioni lievi (0-9% di invalidità permanente), debba esservi un riscontro obiettivo, clinico, strumentale. Su cosa significhi questo terzetto di aggettivi si sono spesi fiumi di parole, sia in dottrina che in giurisprudenza (per un approfondimento leggi qui). Al danneggiato col colpo di frusta basti sapere che, benchè tale norma fosse evidentemente mirata a limitare proprio il risarcimento di quel tipo di lesione, il colpo di frusta continua ad essere riconosciuto nelle transazioni e nelle cause come fonte di invalidità permanente. La vera differenza è che il medico legale ora è più vincolato agli esami strumentali (rx, RMN, TAC), e dunque in assenza di qualsivoglia prova strumentale, tenderà a negare la presenza di danni permanenti. Purtroppo da ciò consegue che per avere risarcite le proprie lesioni bisogna abbondare in esami, come i raggi, che a volte sarebbe preferibile evitare.

3. “Il danno morale non esiste più”

Anche questa affermazione non è corretta, se pur abbia più attinenza con la realtà delle altre due. Fino al novembre 2008, la prassi per i risarcimenti delle lesioni lievi da incidente stradale era di aggiungere un forfait a titolo di “danno morale”, che secondo la definizione più diffusa corrisponde all’ “ingiusto turbamento dello stato d’animo del danneggiato o anche nel patema d’animo o stato d’angoscia transeunte generato dall’illecito”. Dall’11.11.2008, le note e controverse sentenze gemelle, dette “di San Martino” per il giorno della pubblicazione da parte della Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite (SSUU nn.26972/3/4/5/08), hanno fornito una base alle compagnie di assicurazione per dire che il danno morale fosse ricompreso nel danno biologico, e dunque già da ritenersi liquidato con gli importi previsti dalla tabella di legge nazionale.

Per le lesioni lievi, è a tutt’oggi difficile ottenere un risarcimento per danno morale in trattativa bonaria, mentre sono frequenti le pronunce dei Giudici di Pace che lo accordano. Anche la Corte Costituzionale di recente (Cost. 235/14) ha indicato la possibilità per il giudice di liquidare il danno morale utilizzando la facoltà di “personalizzare” il danno, aumentandolo fino a un quinto dell’importo riconosciuto a titolo di danno biologico (per un approfondimento leggi qui). Per le lesioni gravi (>10% di I.P.), liquidate quasi sempre in base alle Tabelle del Tribunale di Milano, il danno morale è stato aggiunto ai singoli importi che sono stati maggiorati. In conclusione non è esatto che il danno morale non sia più riconosciuto, anzi per le lesioni gravi il suo risarcimento è diventato praticamente automatico, ma è vero che le prassi liquidative per le lesioni lievi (ad es. colpo di frusta, ma anche rottura di un tendine) lo escludono e che dunque è quasi sempre necessario ricorrere al giudice per ottenerne il ristoro.

4. “Se la macchina è vecchia ti danno solo il valore commerciale del veicolo”

Mi è capitato di sentire clienti cui la compagnia di assicurazione, tramite il call center, aveva riferito questo. O almeno, questo era quello che più di un cliente mi ha raccontato di aver capito. Detta così, l’affermazione è falsa. L’assicurazione in effetti non è tenuta a sopportare il costo di irragionevoli riparazioni, quando acquistare un analogo veicolo comporterebbe un esborso di molto minore, rispetto a riparare quello vecchio. Per cui se il mio veicolo è quotato 1.500 euro, non posso pretendere che la compagnia mi paghi 3.000,00 euro per ripararlo, mentre piuttosto mi darà i soldi per sostituirlo, che sono di meno. Ciò che temo non venga detto ai danneggiati che si rivolgono con fiducia alla propria assicurazione per essere tutelati dalle conseguenze di un incidente stradale, è che oltre al valore commerciale del veicolo, sono poste di danno dovute anche l’imposta provinciale di trascrizione (se non documentata, a forfait per 400 euro), e le spese di deposito, traino e demolizione, oltre a un forfait per il tempo speso alla ricerca del veicolo sostitutivo di quello perso nell’incidente (per un altro tutorial di Assicuriamoci Bene sullo stesso argomento, clicca qui). Siccome quindi il risarcimento per una macchina da rottamare non è pari al valore commerciale, ma al valore commerciale + X, se le riparazioni non saranno di molto più costose della suddetta somma composita, dovranno essere rimborsate nel loro costo. Tornando all’esempio se il veicolo da rottamare vale 1.500 euro, e le riparazioni costano 2.500, considerando che rottamandolo la compagnia dovrà pagare 1500 + 400 (IPT) + 300 (spese deposito e rottamazione) + 300 (fermo per la ricerca di analogo mezzo) = 2.500, viene da sé che la riparazione del veicolo dovrà essere considerata “ragionevole” e quindi pagata nel suo intero ammontare.

5. “Il perito che viene a vedere il veicolo decide se ho ragione”

Questa per gli addetti ai lavori può sembrare la più assurda, ma chi presta ascolto ai danneggiati sa che è una convinzione più diffusa di quel che possa sembrare. Il perito viene inviato a visionare il veicolo per fare varie valutazioni: entità dei danni in termini di costo delle riparazioni, eventuale antieconomicità della riparazione, valore del relitto, corrispondenza tra danni esibiti e dichiarati. La dinamica viene valutata dal perito solo con riferimento a quest’ultimo aspetto, non certo per stabilire chi ha violato norme del codice della strada. Nemmeno le autorità intervenute sul luogo hanno il compito di stabilire chi ha torto o chi ha ragione, se pure, laddove risulti evidente che ci sia stata una violazione da parte di uno dei conducenti coinvolti, accertano la trasgressione con evidenti ripercussioni sull’attribuzione della responsabilità dell’incidente. E’ comunque raccomandabile aspettare il perito prima di prendere iniziative (c’è comunque un obbligo di tenere l’auto a disposizione per 8 giorni).

 

Avv. Antonio Benevento

www.studiolegalebenevento.it

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Assicuriamoci Bene in collaborazione con un team di professionisti (studi professionali di periti ed avvocati, esperti di diritto delle assicurazioni, della quantificazione del danno, di ricostruzione delle dinamiche degli incidenti), ha predisposto il servizio “L’ esperto risponde” per gli utenti del Blog.

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