Incidente stradale senza lesioni? Allora è falso

Una sentenza recente della Suprema Corte di Cassazione, la n. 12370 depositata il 15.6.2016, offre uno spunto per affrontare un tema interessante, quello della portata probatoria del CID, non in relazione a contrapposte richieste dei soggetti coinvolti nel sinistro, ma con riferimento all’attendibilità del modulo quale prova dell’esistenza del fatto storico, nonché del nesso causale tra sinistro denunciato e danni dei quali si chiede il ristoro.


Le domande cui la sentenza indirettamente risponde sono le seguenti: se ho un modulo CID a doppia firma, come può la compagnia rifiutarsi di risarcire i danni? Quando la portata probatoria del CID a doppia firma perde il suo peso importante in una vertenza per risarcimento dei danni conseguenti a circolazione stradale?
La risposta, data dal Tribunale di Cagliari e avallata ora dagli Ermellini, è quando non appare credibile che i fatti si siano svolti come indicato dall’attore, nonostante la controparte abbia sottoscritto un verbale di constatazione amichevole di incidente (CID).
La Corte, nel giudicare ben argomentata la sentenza del giudice di secondo grado, ne riporta alcuni elementi chiave, elencando le ragioni che hanno condotto a un rigetto delle richieste di risarcimento nonostante la presenza del modulo CID a doppia firma:

  1. inverosomiglianza tra notevole entità dei danni all’auto e assenza di lesioni al conducente;
  2. mancanza di documentazione attestante un ricovero ospedaliero;
  3. carro attrezzi chiamato in data diversa;
  4. mancanza di prova di chiamata di polizia stradale;
  5. C.t.u. conclusa con impossibilità di accertare la dinamica.

Il Giudice di appello aveva preso spunto da altra sentenza analoga, ora richiamata anche dagli Ermellini, la n. 15881/13, che aveva considerato l’assenza di lesioni al conducente e l’inattendibilità della dinamica descritta (moto in transito lento sbalzata contro un cassonetto da altra moto) quali motivi per non considerare valido il modulo CID e quindi non considerare provati il fatto storico e la dinamica.
Da tali pronunce emerge come decisiva l’assenza di lesioni in presenza di danni notevoli ai veicoli. Da esse scaturiscono altresì, a mio avviso, due conseguenze pratiche, valide per tutti gli automobilisti (onesti):

  • quando si viene coinvolti in uno scontro non lieve, bisogna andare al pronto soccorso non solo per motivi di prudenza medico-sanitaria, ma anche onde evitare contestazioni da parte delle assicurazioni, che sentono facilmente puzza di frode appena emerge un elemento atipico;
  • in caso di incidente, è sempre e comunque meglio chiamare i vigili, non si sa mai quali complicazioni possano presentarsi quando dalle carte si deve ricostruire l’accaduto.

 

Avv. Antonio Benevento

www.studiolegalebenevento.it

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