Zurich presenta l’esito del sondaggio internazionale su cybercrime e PMI

zurich_logoMilano, 27 Settembre 2016 – Zurich Insurance Group (Zurich) presenta i risultati della quarta edizione del sondaggio internazionale effettuato negli ultimi 12 mesi da GfK Eurisko sui rischi e le opportunità di business di un campione di oltre 2.600 Piccole e Medie Imprese in 13 Paesi del mondo in Europa, America e Asia-Pacifico.

A livello globale le PMI nel mondo temono sempre più l’impatto di alti livelli di concorrenza sui margini (31%) e la contrazione della domanda (30%). Si rileva un forte aumento del rischio di minacce informatiche e danni alla reputazione nell’arco degli ultimi 4 anni: quasi triplicato il primo (11% vs 4%) e quasi raddoppiato il secondo (14% vs 8%).
SCENARIO ITALIANO*

Cybercrime e rischi informatici per le PMI italiane

Dalla Ricerca di Zurich emerge che le piccole e medie imprese italiane hanno mostrato una consapevolezza crescente nei confronti di attacchi informatici negli ultimi quattro anni. La percezione del rischio legato al cybercrime è cresciuto sensibilmente, passando dallo 0,8% al 10%, mentre il timore di attacchi alle reti informatiche è aumentato dal 3,2% al 14%. Dati che riflettono lo scenario registrato dal Clusit*, secondo cui il cybercrime è cresciuto del 30% nell’ultimo anno e sono aumentati del 39% gli attacchi con finalità di spionaggio informatico, con conseguenze per le imprese che vanno dalle richieste di indennizzo per la violazione di dati sensibili, alla perdita di reputazione fino all’interruzione dell’attività. Il numero di attacchi registrato è infatti il più alto dell’ultimo quinquennio, con circa 1.012 nel 2015 (contro gli 873 del 2014).

Tenere sotto controllo i sistemi informatici, è dunque diventato un tema strategico per le aziende, tanto più che, con l’adozione del nuovo Regolamento europeo per la protezione dei dati personali (GDPR), arriveranno nuovi e stringenti adempimenti, oltre a significative sanzioni per le aziende che violeranno le prescrizioni, tra cui l’obbligo di rilevare e pubblicizzare il furto d’informazioni entro 72 ore dall’evento, pena sanzioni fino al 4% del fatturato aziendale.
Rischi ed opportunità di business delle PMI italiane ancora condizionati dalla congiuntura economica
Le PMI italiane risentono anche quest’anno della congiuntura economica. Circa un terzo delle imprese intervistate (35,5%) teme la contrazione della domanda e un alto livello di concorrenza, congiunto agli effetti del calo dei prezzi sulla marginalità (34%). Uno scenario condizionato anche da una crescita molto debole in Italia: nell’ultimo Economic outlook dell’Ocse***, si rileva infatti che in Italia il Pil crescerà dello 0,8% nel 2016 e 2017. Si tratta di una correzione al ribasso di 0,2 per quest’anno e 0,6 punti per il 2017 rispetto al rapporto di giugno scorso.

Fra le più grandi opportunità di sviluppo delle PMI si registra, invece, la riduzione dei costi e delle spese aziendali (36,5%); a seguire, il 27,5% delle PMI allarga l’offerta a nuovi segmenti di clientela e a nuovi canali di vendita, come ad esempio il commercio elettronico (14,5%).

Sempre fra le opportunità di business le PMI sono attente alle novità legislative (17,5%) e alle agevolazioni nell’accesso al credito (16,5%). Su quest’ultimo fronte si attendono alcune misure a favore delle PMI nella Legge di Stabilità di quest’anno.
PMI italiane sempre più attente al welfare aziendale

Aumentano le PMI che si preoccupano del benessere dei dipendenti e della sostenibilità dell’azienda nel lungo periodo. Negli ultimi due anni la percentuale è aumentata dal 6,5% al 10%. Anche l’investimento in risorse umane diventa sempre più strategico nelle imprese italiane, crescendo sensibilmente (dal 3,2% nel 2013 al 12% delle PMI intervistate quest’anno). Una buona gestione delle risorse viene infatti percepita come un’opportunità di crescita, in grado di migliorare la competitività dell’azienda nel mercato di riferimento.
Alessandro Zampini, Head of Financial Lines per Zurich in Italia, esperto di cyber risk, ha così commentato: “Ogni azienda, indipendentemente dalle dimensioni è soggetta al rischio cyber – qualsiasi processo produttivo è gestito e controllato attraverso sistemi informatici – e un attacco potrebbe determinare un’interruzione dell’attività con gravi conseguenze in termini di perdita di profitto. E anche se negli ultimi anni le imprese stanno diventando più attente ai rischi informatici e più consapevoli degli impatti negativi di una cattiva gestione della sicurezza informatica, la strada è ancora lunga. Con il recepimento del Regolamento Europeo sulla protezione dei dati (GDPR) da parte degli Stati UE entro il 2018 ed uno scenario caratterizzato da un forte aumento di minacce cyber in Italia nell’ultimo anno, la grande sfida con cui le aziende dovranno confrontarsi riguarderà innanzitutto l’implementazione di piani sempre più efficienti ed efficaci per la sicurezza delle reti e la salvaguardia dei dati. Ed è proprio in questa direzione che Zurich si vuole muovere, cercando di aiutare a comprendere meglio tali tipologie di rischio, così da permettere loro di poter rispondere tempestivamente alle minacce informatiche”.

* In Italia, il campione su cui è stata effettuata la rilevazione è costituito da 250 PMI. In particolare sono stati intervistati i vertici aziendali (CEO/Owner, GM, CFO/Treasurer,COO/Head of Operations)
** Dati Clusit 2015
*** Economic Outlook Ocse – Settembre 2016

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