Incidente durante il sorpasso: focus sulla responsabilità

La responsabilità negli incidenti stradali viene stabilita dalle compagnie assicurative sulla base di uno schema detto “di ripartizione della responsabilità sulla base delle casistiche ricorrenti”: per ogni ipotesi indicata nella colonna centrale del modulo CAI, corrisponde, se incrociata con altra ipotesi, una soluzione di tipo T(torto), C(concorso), NC (non classificabile) o R (ragione). Vedremo caso per caso, attraverso diversi “focus”, quando un conducente abbia segnato sul modulo CAI “sorpassava”, “retrocedeva”, “cambiava fila” etc., quale sorte gli riserveranno le compagnie, al netto di elementi ulteriori che possano cambiare il risultato.

L’incidente avvenuto durante il sorpasso risente innanzitutto della presunta violazione della nota norma di prudenza descritta nell’art. 148 C.d.S.. Risulta nello schema in torto in sei casi, in concorso in tre casi, come non classificabile altre tre situazioni e con ragione in ben sei ipotesi. Facciamo una breve analisi.

Conducente in sorpasso = torto

Secondo lo schema chi contrassegna il sorpasso sul modulo CAI, o comunque risulta in fase di sorpasso, è in linea di massima colpevole quando l’altro conducente:

  • era in sosta o fermata
  • circolava in una rotatoria
  • circolava in una fila diversa
  • girava a destra
  • proveniva da destra

A questo proposito si deve segnalare l’insidia dell’ipotesi “proveniva da destra”. E’ infatti un’ipotesi talmente generica da poter generare equivoci, ad esempio, nel caso di chi cambiava fila, che sarebbe in torto e ne uscirebbe invece vincente se contrassegnasse “proveniva da destra”. Prestare attenzione al momento in cui si compila il modulo CAI.

Conducente in sorpasso = concorso

Secondo lo schema chi contrassegna il sorpasso sul modulo CAI, o comunque risulta in fase di sorpasso, è in linea di massima colpevole in concorso paritario quando l’altro conducente:

  • sorpassava anch'egli
  • girava a sinistra
  • non rispettava segnali di precedenza o semaforo rosso

Di queste tre ipotesi deve segnalarsi una delle più diffuse cause di incidente, ovvero lo scontro tra il veicolo in sorpasso e il veicolo che gira a sinistra. Si ricorda che l’art. 148, comma 7 del C.d.S. impone il sorpasso sulla destra quando il veicolo che precede abbia segnalato di dover svoltare a sinistra e che il sorpasso in prossimità di incroci soffre di alcune limitazioni. Nella pratica, benchè il sinistro di questo tipo venga risolto spesso con concorso paritario, non mancano casi in cui un conducente o l’altro ottengano tutta la ragione. Dipende anche dall’eventuale presenza di un verbale delle Autorità e dal suo contenuto.

Conducente in sorpasso = ragione

Secondo lo schema chi contrassegna il sorpasso sul modulo CAI, o comunque risulta in fase di sorpasso, ha in linea di massima ragione quando l’altro conducente:

  • ripartiva dopo una sosta o apriva una portiera
  • usciva da un parcheggio
  • tamponava nello stesso senso o nella stessa fila
  • cambiava fila
  • retrocedeva
  • invadeva la sede stradale destinata alla circolazione  in senso inverso

Si tratta di ipotesi impossibili da prevedere per il conducente in sorpasso, per questo egli viene esentato da responsabilità, ancorchè minoritaria.

Conducente in sorpasso = non classificabile

  • stava parcheggiando
  • entrava in un parcheggio
  • si immetteva in una rotatoria

In questi casi il legislatore ha scelto di non predeterminare una presunzione di colpa, evidentemente si tratta di casistiche meno ricorrenti e più difficili da interpretare senza considerare ciascun elemento del caso concreto. Ad esempio, chi si immette in una rotatoria deve dare la precedenza a chiunque, ma poiché il sorpasso all’immissione o dentro la rotatoria causa responsabilità, si preferisce lasciare la decisione alle parti, o al giudice, secondo le peculiarità del caso concreto.

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Come già segnalato in un precedente articolo sulla compilazione del modulo CAI, con riferimento alle crocette, è molto importante non sbagliare nella indicazione della propria condotta, specie con riferimento alle conseguenze. Naturalmente bisogna indicare correttamente la manovra che si stava compiendo al momento dell’impatto, ma controllando bene che corrisponda, senza superficialità che poi si pagherebbero care in sede di richiesta danni.

 

Avv. Antonio Benevento

www.studiolegalebenevento.it

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Assicuriamoci Bene in collaborazione con un team di professionisti (studi professionali di periti ed avvocati, esperti di diritto delle assicurazioni, della quantificazione del danno, di ricostruzione delle dinamiche degli incidenti), ha predisposto il servizio “L’ esperto risponde” per gli utenti del Blog.

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