Il risarcimento del colpo di frusta in 5 passi

Il cosiddetto colpo di frusta è la lesione più frequente in conseguenza di un incidente stradale. Ne abbiamo parlato in vari articoli, sia con riferimento alla quantificazione (leggi qui, oppure qui), sia con riferimento alla normativa. Proprio per la sua frequenza, le compagnie di assicurazione fanno una resistenza sempre crescente a offrire un risarcimento, forti di alcune recenti modifiche legislative (per un approfondimento, leggi invece qui). Qui indicherò in modo schematico ed essenziale cosa bisogna fare per ottenere quel che in termini tecnici si chiama “integrale risarcimento”.

1. Dopo l’incidente, andare al Pronto Soccorso

Dopo un incidente, si verifica spesso una sottovalutazione dei sintomi, che peraltro di solito insorgono dopo qualche ora. Chi riporta un colpo di frusta può anche accusare i primi sintomi la mattina dopo, se l’incidente avviene di sera. L’importante è che non si tardi di oltre 24 ore a recarsi al pronto soccorso. Meglio subito, non più tardi del giorno dopo. Altrimenti l’attivazione tardiva per ottenere diagnosi e cure apparirà come frutto di un tentativo di speculazione, più che come un’indecisione o un eccesso di ottimismo (quale di solito invece è). In ogni caso, certificazioni e soprattutto esami diagnostici strumentali (rx, TAC ecc.) hanno tanta più forza probatoria, quanto sono effettuati a poca distanza di tempo dall’evento lesivo.

2. Scegliere l’assistenza legale

Bisognerebbe avere un avvocato esperto di incidenti stradali a portata di mano subito, quando si viene coinvolti in un incidente (leggi se vuoi l’articolo sulla necessità degli avvocati negli incidenti stradali qui). E telefonargli il prima possibile, magari anche per chiedere consiglio sul da farsi (come compilare il modulo CAI, se sia necessario chiamare i vigili). Nel caso non si disponga di una persona di fiducia da contattare, informarsi in qualunque modo (anche su internet, come state facendo adesso) per trovare un professionista esperto in materia. Quindi coordinarsi con lui per impostare la pratica nel migliore dei modi. La normativa sul risarcimento dei danni da incidente stradale è piena di trappole, e il rischio è di precludersi la possibilità di far valere i propri diritti.

3. Certificazione, diagnostica, terapie

In ospedale i medici del pronto soccorso sono sempre molto ottimisti. Qualcuno arriva al mio studio con certificati di prognosi di tre giorni, e una sequenza di malanni e sintomi non indifferente, magari a distanza di una settimana dall’incidente. E’ importantissimo, se si vuole ottenere un risarcimento congruo certificare tutta la sintomatologia, specialmente nella sua durata, onde evitare che dai certificati si appaia guariti dopo pochi giorni, quando nella maggioranza dei casi non è così. E bisogna approfondire ogni sintomo. Qui si apre un’ulteriore problematica: di norma si valuta se valga la pena perdere tempo, denaro, e magari subire irradiazioni per sintomi non particolarmente severi, che si spera siano transitori. Nel caso che i problemi fisici derivino da incidente stradale, però deve tenersi presente che senza diagnostica per immagini le lesioni non vengono risarcite. I colpi di frusta, ad esempio, vengono riconosciuti dalle compagnie di assicurazione solo se dai referti di RX, TAC, o RMN risulta una modificazione dell’assetto della colonna cervicale. Ciò in forza di una norma molto discussa (per approfondire, leggi l’importante novità giurisprudenziale sull’accertamento delle microlesioni, qui), introdotta nel 2012 e di controversa applicazione (leggi delle polemiche in seno alla stessa medicina legale qui), contenuta nella L. 27/12, che ha modificato l’art. 139 del codice delle assicurazioni.

Anche le terapie sono molto importanti, perchè dimostrano sia l’esistenza di uno stato di malessere causato dal sinistro, sia la diligenza del danneggiato nel cercare di recuperare il proprio stato di benessere. E’ importante però che queste non siano improvvisate, ma siano programmate e prescritte da uno specialista (ortopedico o fisiatra). Bisogna tenere presente che se non si ha responsabilità nella causazione del sinistro, le spese mediche per visite, cure ed esami regolarmente prescritti, verranno integralmente rimborsate.

4. Valutazione medico legale di parte

Una volta guariti completamente (per i colpi di frusta la dottrina medico legale più qualificata sostiene debbano passare almeno tre mesi), è opportuno affidarsi a uno specialista medico legale che traduca in termini di invalidità permanente e inabilità temporanea, i danni fisici riportati. In pratica, il medico specialista in medicina legale esaminerà tutta la documentazione medica, visiterà il danneggiato, e scriverà un parere nel quale indicherà un punteggio e un numero di giorni di inabilità, che sarebbero i giorni nei quali il danneggiato non è stato in grado di svolgere le sue mansioni quotidiane al 100%. Tale valutazione è fondamentale, perchè è solo tramite una valutazione medico legale si può trarre poi la cifra del risarcimento. Siccome la medicina non è una scienza esatta, non avere una valutazione medico legale di parte nella trattativa con la compagnia di assicurazione significa non avere alcun potere contrattuale, e il proprio risarcimento verrà determinato sulla base di una valutazione di un medico fiduciario della compagnia di assicurazione (di questo argomento Assicuriamoci Bene si era già occupato, leggi qui).

5. Valutazione dell’offerta

Una volta che si è guariti e si è in possesso di tutta la certificazione medica, comprensiva di una valutazione medico legale di parte, l’avvocato incaricato di assistere il danneggiato potrà dare impulso alla pratica e chiedere alla compagnia di assicurazioni di incaricare un medico fiduciario. A questo punto avverrà la visita medico legale presso lo studio del fiduciario, il quale redigerà una relazione contenente la quantificazione dei punti di invalidità permanente e i giorni di inabilità temporanea, nonché un giudizio di congruità delle spese mediche, che avrà analizzato in base alle fatture presentate. Entra quindi in scena il liquidatore, che è l’impiegato (o funzionario in caso di liquidazioni importanti) della compagnia di assicurazioni, che di mestiere deve quantificare il risarcimento, con il preciso scopo di non pagare il meno possibile, valutando il rischio di una causa. Avviene quindi la trattativa tra avvocato del danneggiato e liquidatore, che può portare a due esiti: l’accordo sulla cifra, che quindi viene sottoposta al danneggiato perchè la accetti e che comprenderà oltre alle spese mediche anche il costo dell’avvocato; oppure il mancato accordo, che comporta, di norma, l’invio di una somma ritenuta congrua dal liquidatore, che potrà venire trattenuta in acconto dal danneggiato, il quale dovrà iniziare un’azione giudiziaria per chiedere al Giudice di riconoscere il maggior danno sopportato, se sarà questa la decisione che prenderà insieme all’avvocato.

Considerazioni finali

Come si può vedere da questo sintetico articolo, richiedere il risarcimento del danno da colpo di frusta comporta un certo sforzo in termini di tempo, e di anticipazione di denaro per le spese mediche. Non tutti ritengono di investire il proprio tempo e il proprio denaro per ottenere l’integrale risarcimento del danno da colpo di frusta, e talvolta i danneggiati si illudono di poter ricevere quanto gli spetta semplicemente affidandosi alle “attenzioni” della propria assicurazione, che se pure ha obbligo di assistere il danneggiato nei casi di “risarcimento diretto” (nella maggior parte dei casi è la propria assicurazione a liquidare il danno da colpo di frusta), è pur sempre quella che deve pagare e ha una visione ideologica delle lesioni lievi, che si può definire francamente riduttiva. Vi basti pensare che è diffusa l’idea nelle compagnie di assicurazioni, che il colpo di frusta non debba essere risarcito.

Ora, chiunque può rinunciare ai propri diritti risarcitori: spero però, che almeno chi legge questo articolo, se vorrà rinunciare lo farà con cognizione di causa e non per mancanza di informazioni.

Avv. Antonio Benevento

www.studiolegalebenevento.it

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Assicuriamoci Bene in collaborazione con un team di professionisti (studi professionali di periti ed avvocati, esperti di diritto delle assicurazioni, della quantificazione del danno, di ricostruzione delle dinamiche degli incidenti), ha predisposto il servizio “L’ esperto risponde” per gli utenti del Blog.

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