Rc Auto: le clausole “anti avvocato” di Allianz dichiarate vessatorie dall’Antitrust

E’ stato di recente pubblicato l’esito del procedimento Antitrust n. CV144 (Assicuriamoci Bene se ne era occupato già in questo articolo), avente ad oggetto le famigerate clausole “anti avvocato”, che imponevano agli assicurati di non rivolgersi a un professionista per il recupero del risarcimento danni da incidente stradale, a pena di vedersi decurtato il risarcimento di E 500,00 (vecchia formulazione), o del 20% con tetto di E 500,00 (nuova formulazione), senza prima aver esperito la procedura di “conciliazione paritetica”.

Le clausole, nuova e vecchia, sono state dichiarate vessatorie dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, con obbligo per Allianz di pubblicare il provvedimento sul proprio sito internet.

Il procedimento si era aperto per giudicare la contrarietà al codice del consumo della seguente clausola:

“Condizione Aggiuntiva RC Accordo per la risoluzione delle controversie mediante ricorso alla procedura di conciliazione paritetica: Per i sinistri gestiti con la procedura di risarcimento diretto – CARD, l’assicurato si impegna a: – non affidare la gestione del danno a soggetti terzi che operino professionalmente nel campo del patrocinio (ad esempio avvocati /procuratori legali e simili); – ricorrere preliminarmente alla procedura di conciliazione paritetica se l’ammontare del danno non supera i 15.000 euro. In cambio di tale obbligo l’impresa opera lo sconto del 3,5% sul premio annuo netto RCA; per contro se l’assicurato viola il predetto impegno l’impresa applica una penale di 500 euro, da detrarsi dalla somma dovuta a titolo di risarcimento, con il limite di quest’ultimo”

Come detto, la clausola era stata modificata, in un tardivo quanto insufficiente ripensamento, con la modifica della penale, che era divenuta lo scorso aprile pari al 20% della somma liquidata, con tetto massimo di E 500,00.

L’avvio del procedimento era scattato a seguito di segnalazione dell’IVASS, che a sua volta aveva ricevuto reclami da diversi utenti che si erano visti decurtare il proprio risarcimento da Allianz, nonostante peraltro, avessero attivato la richiesta di risarcimento presso l’assicurazione del veicolo antagonista, come è permesso secondo la lettura costituzionalmente orientata dell’art. 149 d.lgs. 209/05 (Codice Ass. Priv.).

Le clausole segnalate risultavano in potenziale conflitto con gli artt. 33 commi 1 e 2 lett. f) e lett. t) del Codice del Consumo, poiché imponevano ai consumatori penali in caso di inadempimento e perchè limitavano le loro facoltà. Quindi erano potenzialmente vessatorie ai sensi dell’art. 34 del medesimo codice.

Al procedimento prendevano parte alcune cinque associazioni di consumatori – Associazione danneggiati e utenti assicurativi (Aduas), Assoutenti, Casa del Consumatore, Codici, Movimento consumatori – e tre organismi di categoria – il Sindacato Italiano Periti assicurativi (Sipa), il Comitato Unitario Patrocinatori Stragiudiziali Italiani (Cupsit)1 e l’Organismo unitario dell’Avvocatura Italiana (Oua).

Ovviamente poi, l’impresa sotto esame, Allianz, è stata sentita e ha inviato scritti difensivi.

Le associazioni dei consumatori hanno sostenuto tutte la vessatorietà ai sensi dei predetti artt. 33 e 34 del Codice del Consumo, nonché la contrarietà all’art. 24 Cost., che garantisce il diritto di difesa dei cittadini. Tra gli organismi di settore, dev’essere segnalata la contestazione dell’avvocatura (Oua), che ha sottolineato come il meccanismo predisposto da Allianz fosse incompatibile con il sistema della Responsabilità Civile e che tenderebbe a trasformare illegittimamente un rapporto extracontrattuale in uno contrattuale.

E’ notoria la severa posizione dell’Oua sulla cosiddetta “deriva indennitaria” ossia su quella tendenza delle compagnie a inserire limitazioni di vario genere alla loro obbligazione risarcitoria, come se anziché di risarcimento del danno da fatto illecito, si trattasse di un indennizzo previsto in una garanzia contrattuale qualunque.

Ma più interessante ancora è la difesa tentata da Allianz. Al di là di alcuni argomenti scontati, come ad esempio la facoltatività della clausola, la società tedesca evidenzia che i sinistri in cui interviene un professionista costano in media tra i 1.300 e i 1.700 euro in più, e questo, secondo l’incredibile tesi dell’impresa, renderebbe “proporzionata” la penale prevista dalla clausola sotto esame.

In altre parole: siccome se interviene un avvocato, Allianz rischia di tirare fuori 1700 euro in più (non certo per generosità, ma in una transazione che tiene conto di diritti e obblighi di ciascuna parte), allora in tal caso 500 se le riprendono. Oppure, sotto un altro aspetto, l’avvocato lo fanno pagare al danneggiato, in barba alla legge e alla giurisprudenza che impongono che sia a carico dell’assicurazione solvente.

Nei suoi scritti difensivi, Allianz parla dell’assicurato che si rivolge all’avvocato come responsabile di “danno da inadempimento”. Ma proviamo a metterci nei panni di chi ha subito danni in un incidente: qualcuno mi viene addosso in automobile, mi distrugge l’auto, mi faccio male, e poi quello che deve “adempiere”, sono io?

Questa è la struttura del rapporto assicurativo dell’Rc Auto secondo Allianz, o almeno, secondo i suoi scritti difensivi presentati all’Antitrust.

L’Autorità Garante, peraltro, non accoglie nessuno degli argomenti presentati da Allianz. Ribadisce innanzitutto la natura di illecito extracontrattuale del rapporto tra danneggiato e danneggiante, negando cittadinanza a qualsiasi limitazione contrattuale al risarcimento. Ribadisce che il “risarcimento diretto” ha la stessa natura dell’azione contro l’assicurazione del responsabile dell’incidente, peraltro ammessa in base alla giurisprudenza sia di Cassazione che della Consulta. Poi sottolinea che la penale prevista è manifestamente eccessiva, anche in rapporto a ciò cui si chiede di rinunciare, ovvero ad avvalersi di professionisti. Tale obbligo contrattuale è limitativo della libertà contrattuale nei rapporti coi terzi, libertà che dev’essere garantita “anche nella fase prodromica al giudizio, ossia dall’inizio, e non solo dopo aver esperito la “procedura di conciliazione paritetica”.

Infine, l’Antitrust definisce la clausola di Allianz come formulata in modo “oscuro e incomprensibile” così da non essere alla portata del destinatario che è un consumatore.

Per tutte quante le ragioni sopra elencate, e per altre ancora non riportate per motivi di sintesi, l’Antitrust delibera che le clausole sottoposte alla sua attenzione sono vessatorie e dispone che Allianz pubblichi sulla home page del sito il contenuto del provvedimento, pena sanzioni da 5.000 a 50.000 euro.

Il provvedimento integrale (Allianz ne ha pubblicato solo uno smagrito estratto), è scaricabile da qui.

Avv. Antonio Benevento

www.studiolegalebenevento.it

___

Assicuriamoci Bene in collaborazione con un team di professionisti (studi professionali di periti ed avvocati, esperti di diritto delle assicurazioni, della quantificazione del danno, di ricostruzione delle dinamiche degli incidenti), ha predisposto il servizio “L’ esperto risponde” per gli utenti del Blog.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.