Vittoria Assicurazioni non paga il colpo di frusta, GdP di Venezia condanna e trasmette all’IVASS

Una sentenza del Giudice di Pace di Venezia, emessa nel novembre 2016 ma che sta circolando in questi giorni tra gli addetti ai lavori, si candida a fare molto rumore. In essa, non solo viene fatta a pezzi la pretesa irrisarcibilità del colpo di frusta, qui sostenuta da Vittoria Assicurazioni, ma viene anche disposta la trasmissione della sentenza all’IVASS, per aver la compagnia offerto una somma inferiore alla metà dell’importo liquidato in giudizio (art. 148, co. 10, Cod. Ass. Priv.).
E per forza era inferiore alla metà, l’offerta che Vittoria Assicurazioni ha ritenuto di fare alla danneggiata, una signora con trauma cervicale conseguente a tamponamento, è stata pari a 180 euro. Roba da non pagarci nemmeno l’ortopedico. Ora dovrà pagarne altri 5.836,79, salvo sanzioni aggiuntive dell’IVASS.

La sentenza, scaricabile dal sito dell’Unarca, racconta di un incidente stradale con responsabilità chiara, un banale tamponamento di veicolo fermo per svoltare a sinistra.

Né si può dire che la certificazione medica raccolta dalla signora danneggiata fosse carente, anzi, vi erano radiografie effettuate solo tre giorni dopo il sinistro che comprovavano la rettilineizzazione della fisiologica lordosi cervicale, nonché certificati ortopedici che documentavano tutti i problemi fisici che la danneggiata aveva affrontato.

Ma niente, quando si tratta di colpo di frusta, alcune compagnie di assicurazioni non vogliono proprio sentire. A proprio rischio e pericolo però, perché ora, nel caso di specie, Vittoria Assicurazioni ha dovuto pagare ben più di quanto, probabilmente, la signora avrebbe accettato in una transazione bonaria.

Insomma, nonostante la medicina legale e la giurisprudenza siano giunte a una complicata ma solida e ragionevole definizione di come valutare il colpo di frusta ai fini risarcitori, dopo la riforma del 2012 (L. 27/2012, art. 32 commi 3ter e 3quater), talvolta la compagnia solvente si aggrappa al mito dell’irrisarcibilità del colpo di frusta, che secondo un circoscritto indirizzo medico legale non darebbe luogo quasi mai a postumi permanenti. E quando ci si aggrappa cerca sempre ragioni in quella dimostrazione strumentale del colpo di frusta, sulla quale i medici legali discutono fin dal primo giorno di promulgazione della legge.

La sentenza in commento è interessante proprio sotto il profilo della motivazione in punto di riconoscimento del danno da invalidità permanente. Sulla scorta della C.T.U., il Giudice ridimensiona l’importanza del “riscontro strumentale”, ossia quella diagnostica per immagini che è diventata forzatamente l’ago della bilancia di molte transazioni (a causa di una legge pessima n.d.a.): “per la diagnosi di un trauma distorsivo è necessario il criterio clinico, mentre il riscontro strumentale rappresenta un elemento sussidiario”.

Ancora, prosegue il Giudice, richiamandosi a un intervento del Prof. Enzo Ronchi a un convegno svoltosi a Padova nel 2012, si ritiene che “l’intero danno biologico di lieve entità è risarcibile solo se l’esistenza della lesione, che ne è all’origine, sia stata accertata clinicamente e/o strumentalmente; visivamente è da intendersi come clinicamente”.

Tale posizione, che la più attenta (e attendibile) medicina legale, nonché la più attenta (e attendibile) giurisprudenza avevano preso da tempo, è stata peraltro cristallizzata in una recente sentenza della Corte di Cassazione, la 18773/16, di cui ci siamo già occupati in un precedente articolo.

Insomma, il danno lieve deve essere accertato con tutti i mezzi a disposizione del medico legale, che dev’essere centrale nella valutazione e non un mero controllore di elementi formali.

La signora che ha portato davanti al Giudice Vittoria Assicurazioni, secondo il C.T.U. ha subito un danno di 2/3% di invalidità permanente. Per Vittoria Assicurazioni aveva 0. Non solo, ma secondo il Giudice è stato giusto riconoscere il danno morale, nella misura del 15% del danno biologico. Senza contare le spese legali, e la trasmissione all’IVASS della sentenza.

A chi conviene gestire in questo modo i sinistri piccoli? La domanda non è retorica. E’ verosimile che se tutti i danneggiati che si vedono fare offerte ridicole si ribellassero, e facessero causa, le offerte ridicole non ci sarebbero più. Ma poiché ci sono tante signore che a differenza di quella che ha ottenuto questa sentenza, si rassegnano e abbandonano le proprie richieste di risarcimento, e poiché le Compagnie di Assicurazione notoriamente basano la loro condotta sui numeri, c’è da pensare che nonostante batoste come questa, a Vittoria Assicurazioni, come ad altre compagnie particolarmente rigide sul piano dei risarcimenti, convenga offrire quattro soldi a chi subisce un colpo di frusta, con la ragionevole prospettiva di non vedersi costretti a difendere la propria posizione davanti a un giudice.

Ma dunque, visto che oggi la polizza rc auto deve valutarsi non solo per come la compagnia paga i danni che facciamo, ma anche per come paga quelli che subiamo (grazie a un’altra pessima legge, quella introduttiva del risarcimento diretto, n.d.a.), gli assicurati dovrebbero informarsi sulle politiche che le compagnie perseguono nella liquidazione dei piccoli danni. E decidere di conseguenza, con chi assicurarsi.

Avv. Antonio Benevento

www.studiolegalebenevento.it

___

Assicuriamoci Bene in collaborazione con un team di professionisti (studi professionali di periti ed avvocati, esperti di diritto delle assicurazioni, della quantificazione del danno, di ricostruzione delle dinamiche degli incidenti), ha predisposto il servizio “L’ esperto risponde” per gli utenti del Blog.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.