Novità nel RUI riguardanti gli intermediari a titolo accessorio e i dipendenti e collaboratori degli intermediari iscritti alla Sez. E

Nel nuovo Regolamento Ivass n. 40/2018 è stata introdotta la sezione “F” nel RUI relativa agli intermediari a titolo accessorio che operano su incarico di una o più imprese di assicurazione.

Tuttavia gli intermediari che operano a titolo accessorio e che distribuiscono prodotti assicurativi possono essere iscritti nelle sezioni E o F, a seconda che abbiano in essere, nel primo caso, rapporti di collaborazione con intermediari iscritti nelle sezioni A, B, D del Registro e/o nell’Elenco annesso ovvero incarichi distributivi conferiti direttamente da imprese di assicurazione.

Infine un’altra novità riguarda i dipendenti / collaboratori degli intermediari iscritti nella sezione E che operano all’interno dei locali di questi ultimi, in cui non è necessaria l’iscrizione al RUI.

Di seguito il nuovo articolo n. 4 (in grassetto le novità):

Art. 4 (Registro degli intermediari assicurativi, anche a titolo accessorio, e riassicurativi)
1. E’ istituito presso l’IVASS il Registro degli intermediari assicurativi, anche a titolo accessorio, e riassicurativi che hanno residenza o sede legale nel territorio della Repubblica.
2. Il Registro è suddiviso in sei sezioni nelle quali sono iscritti, ai sensi dell’articolo 109 del Codice, gli intermediari come di seguito indicato:
a) sezione A: gli agenti;
b) sezione B: i mediatori;
c) sezione C: i produttori diretti;
d) sezione D: le banche, gli intermediari finanziari, gli istituti di pagamento, le Sim e Poste Italiane spa – Divisione servizi di bancoposta;
e) sezione E: gli addetti all’attività di distribuzione al di fuori dei locali dell’intermediario, iscritto nella sezione A, B, D o F, per il quale operano, gli intermediari assicurativi a titolo accessorio che operano su incarico di altro intermediario ai sensi dell’articolo 109-bis, comma 5, del Codice, nonché gli addetti degli intermediari iscritti nella sezione E che operano al di fuori dei locali di questi ultimi. Non è richiesta l’iscrizione nella sezione E dei dipendenti e/o collaboratori che operano esclusivamente all’interno dei locali degli intermediari iscritti nella sezione E;
f) sezione F: gli intermediari assicurativi a titolo accessorio che, ai sensi dell’articolo 109-bis, comma 1, del Codice, operano su incarico di una o più imprese di assicurazione.
3. Nelle sezioni A, B, D ed F del Registro sono indicati gli intermediari temporaneamente non
operanti, mediante evidenza:
a) nelle sezioni A e F, degli iscritti che non hanno in corso incarichi di distribuzione o che non hanno assolto, o per i quali non è stato assolto, l’adempimento dell’obbligo di stipulazione del contratto di assicurazione della responsabilità civile di cui all’articolo 11;
b) nella sezione B, degli iscritti che non hanno assolto, o per i quali non è stato assolto, l’adempimento dell’obbligo di stipulazione del contratto di assicurazione della responsabilità civile di cui all’articolo 11;
c) nella sezione D, degli iscritti che non hanno in corso incarichi di distribuzione assicurativa.

Interessante la lettura degli esiti di pubblica consultazione, in cui è stata posta un’osservazione di una possibile complicazione pratica:

Si chiede un chiarimento relativo a come si possa conciliare la figura dell’intermediario accessorio con il – a tutt’oggi in vigore – divieto di doppia iscrizione al Registro. Infatti, ben potrebbe accadere che il medesimo intermediario accessorio, ad esempio una Agenzia di Viaggio, abbia un rapporto diretto con una Impresa di Assicurazione e anche con un intermediario iscritto alla Sezione A oppure B del Registro. Inoltre, categoria particolare di intermediari accessori nel mercato di riferimento sono i Tour Operator, od organizzatori di viaggio, che collocano sul mercato servizi turistici tramite “pacchetti turistici” ai quali normalmente vengono abbinate coperture assicurative per il viaggiatore. Vietare la possibilità di ricever più mandati, anche da diverse categorie di distributori, viola da un lato il divieto di esclusiva nel ramo danni, dall’altro impedisce la libertà di iniziativa economica, ed infine costringerebbe un mercato attualmente caratterizzato da bassi indici di redditività e di importi di premio comunque non paragonabili, ad esempio al settore vita, ad investimenti anche informatici rilevantissimi e non proporzionali rispetto alle necessità di tutela dell’assicurato consumatore. Ci si permette di suggerire o una deroga, come era già in passato per la RCA, rispetto al divieto di doppia iscrizione, oppure consentire la possibilità per una persona giuridica iscritta nella sezione E accessoria operante ex articolo 107, comma 4, lettera a) pt 2) del Codice delle Assicurazioni di poter operare, direttamente o indirettamente, attraverso altra società in deroga all’Articolo 23, comma 1, lettera c) del Regolamento. In ogni caso, si chiede di poter estendere le collaborazioni orizzontali anche alla categoria degli iscritti in F perché attualmente le collaborazioni orizzontali sono possibili solo alle categorie A, B e D (vd. Articolo 42, 1. comma 3).

Ivass ha chiarito che il CAP e il DL 179/2012 prevedono tale impostazione e che per eventuali estensioni sarà necessario un intervento del legislatore primario.

La differenziazione dello status degli intermediari accessori iscritti nella sezione F o E, a seconda che operino su incarico delle imprese o di altri intermediari, è prevista dalla legislazione primaria. La scelta di applicare requisiti di formazione differenti è stata effettuata sulla base del principio di proporzionalità previsto dalla IDD. Per le argomentazioni di dettaglio, si fa rinvio alle risoluzioni ai commenti concernenti gli specifici articoli della Parte IV del Regolamento e a quanto contenuto nell’analisi per la valutazione di impatto regolamentare (cd. AIR).
2. Le categorie di intermediari ammesse ad operare sulla base di collaborazioni orizzontali sono
espressamente individuate dall‘articolo 22, comma 10, del D. L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito nella legge 17 dicembre 2012, n. 221. L’eventuale estensione della possibilità di instaurare detti rapporti di collaborazione anche alla nuova categoria di intermediari a titolo accessorio non può pertanto essere operata se non attraverso un intervento del legislatore primario.

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