Sviluppo del business danni tramite il canale D del RUI

Il business assicurativo danni a fine 2017 è tornato a crescere, + 1,1% rispetto al 2016, in particolare nei rami non auto, e più precisamente nel segmento “tutela legale e assistenza” (+6%), “salute” (+5,6%) e “fabbricati” (+2,2%). Mentre il settore legato al mondo dei veicoli registra un lieve calo.

Parallelamente cresce l’interesse alla vendita di tali prodotti danni nel settore “bancario”.

Fonte: Relazione annuale Ivass

Distribuzione vita

L’intermediario “bancario” (banche e poste) ormai da tempo è leader nella vendita di polizze “vita”, a fine 2017 detiene una quota del 61%, seguito dagli Agenti (22,4%), dai Promotori finanziari (15,3%) e dalla Vendita diretta delle imprese tramite internet o call center e dai Broker (complessivamente 1,3%).

Fonte: Relazione annuale Ivass

Distribuzione danni

Nella vendita di polizze “danni” l’intermediario leader è sempre il canale agenziale (quota del 78,9%), tuttavia ogni anno perde quote percentuali. Al contrario la quota dell’intermediario “bancario” è in forte crescita, seppur ancora limitata considerando tutto il ramo danni pari al 6,4%, mentre più elevata se si guarda a singoli rami danni, in particolare nel ramo “infortuni” la quota è del 11,7%, nel ramo “incendio” dell’8,6%, nel ramo “credito” del 31,1%, nel ramo “perdite pecuniarie” del 46%, nel ramo “tutela legale” del 9,5% e nel ramo “assistenza” del 8,8%.

Fonte: Relazione annuale Ivass

Partnership tra imprese e intermediari sez. D

Gli intermediari iscritti al RUI sez. D, sono attualmente circa 470, composti principalmente da Banche e società di credito al consumo, e dalle Poste, SIM e altri intermediari finanziari.

Mediamente hanno circa 6 mandati di imprese assicurative, 4 intermediari (tra cui Unicredit e Agos Ducato) hanno più di 20 mandati di imprese assicurative vita e danni, circa 70 intermediari hanno tra 10 e meno di 20 mandati, circa 200 intermediari hanno tra 5 e meno di 10 mandati, e i restanti circa 200 intermediari hanno meno di 5 mandati.

Al contrario le imprese assicurative più rappresentate da intermediari di sez. D-RUI sono Assimoco Vita e Assimoco Danni (oltre 250 intermediari), seguiti da BCC Vita e BCC danni (circa 230 intermediari), e al terzo posto l’impresa Metlife (con circa 100 intermediari).

Raccolta danni

Nel business assicurativo danni, i primi 10 gruppi assicurativi detengono il 76,73% della raccolta di premi.

Fonte: Premi del lavoro diretto italiano ANIA

Considerando le singole imprese la situazione non si discosta di molto, infatti l’incidenza delle prime 10 imprese sulla raccolta è pari al 65,96%. Tuttavia tali imprese hanno un numero limitato di intermediari “D”, fatta eccezione per Cattolica (81) e Allianz (64), e come mostrato dall’ultima colonna della seguente tabella:

Fonte: elaborazione di Assicuriamoci Bene

Previsioni

Come indicato in premessa, cresce molto l’interesse alla vendita dei prodotti danni nel settore “bancario” (Banche e Poste).

Banca Intesa SanPaolo, leader nella vendita di polizze vita insieme a Poste, nel comunicato stampa del Piano impresa 2018-21 tra gli obiettivi ha programmato la crescita nel settore assicurativo danni di protezione:

CRESCITA DEI RICAVI ANCHE COGLIENDO NUOVE OPPORTUNITA’: LEADERSHIP IN EUROPA NEL WEALTH MANAGEMENT & PROTECTION, CON FORTE SVILUPPO DELL’ASSICURAZIONE DANNI.

E’ plausibile che anche le altre banche vogliano puntare sulla vendita dei prodotti assicurativi danni. Ci sarà quindi una corsa delle imprese assicurative al recruiting di tali intermediari “D”.

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