SE IL GINECOLOGO “DOLOSAMENTE” NON INFORMA, L’ASSICURAZIONE NON PAGA

ospedaleQualche giorno fa è stata depositata una sentenza della Corte di Cassazione piuttosto significativa che ha stabilito il principio in base al quale l’omessa informazione, consapevole, ad una madre del rischio della nascita di un bambino malformato comporta per il ginecologo la conseguenza di dover risarcire, ad entrambi i genitori, il danno anche futuro ed esistenziale che tale nascita comporta. La Suprema Corte aggiunge, poi, che la consapevolezza di aver taciuto la sussistenza di tale rischio preclude la possibilità di far ricorso alla garanzia assicurativa che copre il rischio di errore nell’esercizio della professione medica. In sintesi il medico risponde in modo esclusivo del risarcimento. La pronuncia fornisce, quindi, lo spunto per esaminare i presupposti sulla base dei quali il rischio di errore risulta coperto dal contratto assicurativo stipulato per la responsabilità professionale medica.

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Arriva il bonus-malus anche per la R.C. Professionale Medica

group of doctors in a hospital in a lineIn discussione la bozza di regolamento di attuazione dell’obbligo di assicurazione previsto dalla Legge Balduzzi.

A breve, ovvero il 14 agosto 2014, entrerà in vigore l’obbligo, già slittato di un anno rispetto ad altri professionisti, per tutti gli esercenti le professioni mediche e sanitarie di stipulare polizze per la responsabilità civile professionale a copertura del rischio connesso all’attività di lavoro in adempimento di quanto previsto dalla c.d. Legge Balduzzi (Decreto Legge 158/2012 poi convertito nella Legge 189/2012, art. 3).

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Le prescrizioni farmacologiche per finalità diverse da quelle indicate nel bugiardino sono lecite?

prescrizione_psicoticiNella letteratura medica e secondo la definizione data dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) si parla di prescrizioni off label, fuori etichetta, tutte le volte in cui un farmaco viene prescritto e utilizzato con indicazioni diverse rispetto a quelle sperimentate e poi riportate nella scheda tecnica ovvero foglietto illustrativo, noto anche come bugiardino. Le prescrizioni sono off label anche quando pur essendo effettuate per l’indicazione terapeutica autorizzata ne viene prescritta una modalità di somministrazione sia in termini di quantità sia in termini di assunzione diversa da quella autorizzata. Una recente sentenza emessa dalla cassazione penale in tema di aborto farmacologico impone una seria riflessione in relazione a tutto ciò che ruota intorno al concetto di utilizzo di farmaco off label.

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SE L’INFORMATIVA E’ INESATTA IL MEDICO PAGA

imgtabelle2Decisamente interessante, e pregevole nei contenuti, la recente sentenza della Cassazione che ha stabilito la responsabilità di medici e struttura ospedaliera per non aver fornito ad una paziente l’informativa corretta in ordine all’intervento di sterilizzazione praticato in occasione della nascita del terzo figlio avvenuta per parto cesareo. In quella occasione venne, infatti, consigliato alla donna, che aveva manifestato la volontà di non avere altri figli, di procedere alla legatura delle tube per evitare altre e indesiderate gravidanze.

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CADUTE NELLE CORSIE D’OSPEDALE: MEGLIO PREVENIRE CHE RISARCIRE

images[3]La caduta dei pazienti durante il ricovero e degli ospiti-visitatori, all’interno delle strutture sanitarie, è indubbiamente una delle problematiche più importanti che queste si trovano ad affrontare sia sotto il profilo della prevenzione, da attuarsi attraverso un approfondito lavoro di analisi del rischio che indichi gli strumenti più idonei, sia riguardo alla gestione delle conseguenze dell’evento avverso.

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Rischio clinico e consenso informato

In tema di Clinical Risk Management attenzione particolare merita la questione relativa alla images[3]responsabilità del medico per omesso e/o invalido consenso informato. Da ciò discende logicamente la necessità, ormai improcrastinabile, visto l’elevato numero di contenziosi radicati su tale presupposto, di apprendere e conoscere le regole del consenso e/o rifiuto informato, quale manifestazione di consapevole adesione, o rifiuto, al trattamento sanitario.

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MEDICI ASSOLTI: DIMENTICANO GROSSA GARZA E LAMA DI BISTURI, MA PER I GIUDICI PENALI NON SONO COLPEVOLI

medici-sala-operatoria-id0In un caso un medico è stato assolto per non aver commesso il reato di lesioni personali causate ad una paziente che consistevano nella incapacità di quest’ultima di attendere alle ordinarie occupazioni (c.d. danno alla salute da inabilità temporanea assoluta e/o parziale), dopo aver dimenticato, durante un intervento chirurgico, una garza di grosse dimensioni in prossimità della colonna vertebrale. Il principio applicato è quello che vige in ambito penalistico della colpa “oltre ogni ragionevole dubbio”.

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Il medico di Pronto Soccorso che dimette senza indagare è professionalmente responsabile

imagesCAJ6F5P4Una recente decisione dei giudici della Corte di Cassazione Penale (Cassazione Penale, Sezione IV, Sentenza del 30 agosto 2013, n. 35828) ha confermato la condanna per omicidio colposo del MEDICO DI TURNO IN PRONTO SOCCORSO per aver omesso di effettuare indagini diagnostiche approfondite, ancorando il proprio giudizio alla valutazione effettuata da altro collega. La decisione è indubbiamente da accogliere con favore poiché tiene conto dei principi recentemente sviluppati dalla giurisprudenza in tema di responsabilità medica.

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La responsabilità del medico sportivo. Nuove norme sulle certificazioni di idoneità.

La recente Legge 98 del 2013 (Legge di conversione del Decreto Del Fare), esplicata dal Ministero della Salute con apposita nota dell’11 settembre appena trascorso, ha regolamentato, tra le altre cose, un delicato aspetto della medicina sportiva abolendo la necessità, per tutti coloro che desiderano praticare attività ludico-motoria e amatoriale, di acquisire la certificazione di idoneità (c.d. certificato di buona salute).

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Errore medico e copertura del rischio: l’esperienza della regione Toscana

malasanitàL’estate appena trascorsa si è purtroppo caratterizzata per l’evidenza di numerosi casi di malasanità che mi inducono a riportare l’attenzione sul tema della gestione del rischio clinico e sul difficile rapporto fra assicurazione e sanità.

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