Incidente durante il sorpasso: focus sulla responsabilità

La responsabilità negli incidenti stradali viene stabilita dalle compagnie assicurative sulla base di uno schema detto “di ripartizione della responsabilità sulla base delle casistiche ricorrenti”: per ogni ipotesi indicata nella colonna centrale del modulo CAI, corrisponde, se incrociata con altra ipotesi, una soluzione di tipo T(torto), C(concorso), NC (non classificabile) o R (ragione). Vedremo caso per caso, attraverso diversi “focus”, quando un conducente abbia segnato sul modulo CAI “sorpassava”, “retrocedeva”, “cambiava fila” etc., quale sorte gli riserveranno le compagnie, al netto di elementi ulteriori che possano cambiare il risultato.

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Incidenti stradali: lesioni lievi risarcibili anche senza lastre

Depositata il 26.9.2016 la prima pronuncia della Corte di Cassazione sull’interpretazione delle norme “anti colpo di frusta”. Torna centrale il medico legale, perde valore la tesi, propugnata da compagnie e parte della medicina legale, per cui “No lastra? No risarcimento”, mentre viene confermato l’orientamento della più accorta giurisprudenza di merito, che già aveva ridimensionato la portata della novella del 2012.

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Incidente stradale senza lesioni? Allora è falso

Una sentenza recente della Suprema Corte di Cassazione, la n. 12370 depositata il 15.6.2016, offre uno spunto per affrontare un tema interessante, quello della portata probatoria del CID, non in relazione a contrapposte richieste dei soggetti coinvolti nel sinistro, ma con riferimento all’attendibilità del modulo quale prova dell’esistenza del fatto storico, nonché del nesso causale tra sinistro denunciato e danni dei quali si chiede il ristoro.

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5 “miti da sfatare” sugli incidenti stradali

La cosa più importante per chi viene coinvolto in un incidente stradale, è acquisire corrette informazioni sui propri diritti. Circolano molte errate convinzioni tra gli assicurati, a volte diffuse dalle stesse compagnie. Vediamone alcune

1. “Se prendi il tuo avvocato devi pagarlo tu”

Questa è una delle informazioni francamente “false” che qualche impiegato di call center o qualche agente, ogni tanto danno all’assicurato. L’origine di questa bufala sta in una piccola norma del D.P.R. 254/06, recante il regolamento di attuazione del risarcimento diretto, che all’art. 9 comma 2 indicava che quando c’è risarcimento diretto (della propria assicurazione), in caso di accettazione dell’offerta al danneggiato non sono dovuti compensi diversi da quella medico legale. Tale norma è naufragata subito per due motivi: 1) quando interviene l’avvocato è lui che accetta l’offerta, dunque non l’accetta se non viene pagato anche lui, oltre al risarcimento di tutte le altre voci di danno;

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Allianz e conciliazione paritetica sotto il faro dell’Antitrust

Si è aperto il 22 marzo 2016, davanti all’AGCM, il procedimento “CV144 Allianz – conciliazione paritetica”, per la valutazione sulla vessatorietà della clausola proposta da Allianz nei suoi contratti Rc Auto, che obbliga l’assicurato a rinunciare a farsi assistere da un legale o da un patrocinatore nella fase stragiudiziale della vertenza risarcitoria.

Nella polizza di Allianz infatti, viene proposta una clausola che impone di risolvere le eventuali controversie sul risarcimento alla “conciliazione paritetica”, ovvero a un procedimento conciliativo tra il danneggiato,

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“Assicurazione a Delinquere” è nelle librerie, lo abbiamo letto per voi

Accompagnato da ospitate del suo autore in varie trasmissioni televisive di informazione ai cittadini, “Assicurazione a delinquere – confessioni di un insider” è uscito a fine febbraio, presentato come un pamphlet corrosivo e rivelatore sulle malefatte delle assicurazioni.

Il volumetto, 140 pagine compresa l’appendice, è di facile lettura, discorsivo, pieno di casi di cui l’autore, Massimo Quezel, si è realmente occupato in qualità di patrocinatore stragiudiziale.

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La compagnia non paga senza motivo: condannata per lite temeraria

Una recente sentenza del Tribunale di Tivoli, depositata il 10 dicembre 2015, con il n. 2428, ha condannato due imprese assicuratrici, responsabili in concorso per i danni subiti da un pedone in un incidente stradale, per lite temeraria ex art. 96 c.p.c.

Per i non addetti ai lavori, si tratta di una condanna aggiuntiva che viene inflitta a chi inizia o resiste in una causa civile “con mala fede o colpa grave”.

In altri termini, quando qualcuno inizia una causa senza avere fondate ragioni, oppure contesta le richieste di chi lo ha convenuto in giudizio con eccezioni pretestuose, può subire una condanna aggiuntiva al risarcimento del danno così causato.

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