La contribuzione nella previdenza complementare, riempiamo il salvadanaio per la nostra pensione.

Continiamo ad occuparci della previdenza complementare, dopo aver scritto diversi articoli, tra cui l’adesione alla previdenza complementare, per spiegare questo argomento e brevemente capirne tutte le regole.

Dopo aver spiegato la prima fase (l’adesione) nel precedente articolo passiamo alla seconda fase.

La seconda fase è la Contribuzione, pensiamo ad un salvadanaio (molto grande) in cui andiamo versando i nostri soldi per accumulare un capitale e che apriremo il giorno che andremo in pensione.

I contributi che vengono erogati nel fondo (il nostro salvadanaio) variano secondo il soggetto che partecipa alla previdenza complementare.

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L’adesione alla previdenza complementare

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Ci eravamo occupati in precedenza dell’argomento, spiegando perchè esiste una forma privata e alternativa alle previdenza pubblica. Nell’articolo precedente avevamo spiegato la differenza tra i due sistemi di previdenza. Con questo articolo inizieremo a spiegare come creare un’ adeguata pensione attraverso le forme di previdenza complementare, con l’obbiettivo di raggiungere il 100% dell’ultimo reddito percepito prima di andare in pensione.

La partecipazione ad un fondo di previdenza complementare può essere suddiviso in 4 parti (adesione, contribuzione, accumulazione e prestazione).

La prima è la fase dell’adesione , che è libera e volontaria, ovvero la partecipazione ad una delle forme pensionistiche previste dalla normativa. Queste forme pensionistiche a cui si possono aderire sono suddivise in 4 forme:

  • forme pensionistiche ante 421/92
  • fondi pensione chiusi
  • fondi pensione aperti
  • fondi pensione individuali

A tali forme si può aderire individualmente o in forma collettiva, precisando che individualmente si aderisce agli ultimi due fondi su descritti mentre collettivamente ai primi tre fondi.

Vediamole una per una….

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Donne in pensione a 65 anni?

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Sui principali quotidiani di oggi, 25 giugno, si legge l’ennesima notizia che l’Italia si adegua con lentezza, o addirittura oltre i termini consentiti alle regole dell’UE. La Commisione europea sanzionerà ancora una volta l’Italia per non esserci adeguati alle regole comunitarie, attraverso una procedura d’infrazione.

La procedura di infrazione è un procedimento a carattere giurisdizionale eventuale, disciplinato dagli articoli 226, 227 e 228 del Trattato di Roma, volto a sanzionare gli Stati membri dell’Unione europea responsabili della violazione di norme comunitarie.

Le sanzioni pecuniarie per l’esecuzione delle sentenze rese al termine di una procedura di infrazione sono state fissate recentemente dalla Commissione con la Comunicazione SEC 2005 n. 1658: la sanzione minima per l’Italia è stata determinata in 9.920.000 euro, mentre la penalità di mora può oscillare tra 22.000 e 700.000 euro per ogni giorno di ritardo nel pagamento, a seconda della gravità dell’infrazione a monte.

Fonte: www.wikipedia.org

Oltre alle più note procedure d’infrazione per aver sforato il limite del deficit pubblico (chiamata procedura per deficit eccessivo), e alle 156 applicate al nostro stato in passato , oggi si apprende dal sito www.repubblica.it che ne verrà applicata una per il mancato adeguamento dell’età pensionabile delle donne italiane, portandola a 65 anni.

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Previdenza complementare

E’ noto che la pensione pubblica futura, soprattutto per i giovani, non sarà sufficiente a mantenere il tenore di vita ovvero a garantirci lo stipendio attuale al momento dell’età pensionabile.
Senza addentrarci in spiegazioni di tipo statistico, demografico e finanziario del perché la previdenza pubblica è oggi insufficiente, e dopo una prima spiegazione fatta nel precedente articolo, è facile da comprendere che l’allungamento della vita cioè un periodo maggiore tra l’ ingresso in pensione ed il passaggio a “miglior vita”, ed allo stesso tempo una minore natalità, sono fattori che hanno portato in crisi il “sistema a ripartizione“.

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Previdenza o Provvidenza…

E’ risaputo che in passato la vita media di uomini e donne era inferiore a quella di oggi, l’allungamento della vita è dovuto ai progressi della scienza, della medicina e della qualità migliore di vita; un dato non nuovo ma molto importante nella demografia italiana è l’elevato numero di anziani, valore che  è destinato a diventare sempre più grande nel futuro.

 

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