Ripristinare gli airbag può costare molto caro e non sempre l’assicurazione copre questo tipo di spese. Come sappiamo ormai tutte le macchine sono dotate di airbag, la cui funzione è quella di impedire l’urto tra la testa dei trasportati con il cruscotto o il volante. Nonostante l’airbag sia spesso oggetto di discussione resta uno dei sistemi che salvano la vita di molti automobilisti.
In seguito a un urto e all’esplosione degli airbag sarà necessario doverli ripristinare, il che comporta costi piuttosto alti, anche 2mila euro per auto di media cilindrata. Spesso inoltre l’attivazione dell’airbag frontale causa anche la rottura del parabrezza e del cruscotto, facendo lievitare la spesa. In alcuni casi invece l’attivazione degli airbag è imprevista o indesiderata – ad esempio per urti a bassissime velocità – tralasciando poi episodi di veri e propri malfunzionamenti che portano alcuni automobilisti a chiedere un rimborso alle cause automobilistiche.
Se siamo rimasti coinvolti in un sinistro e la colpa non è nostra i danni ovviamente saranno rimborsati anche dalle assicurazioni piú economiche, le RC auto, compresi gli airbag. Invece nei casi in cui la responsabilità sia nostra, oppure in caso di urti accidentali, ci verrà in soccorso un’assicurazione Kasko oppure un pacchetto di garanzie aggiuntive.
Comprare la casa è un obbiettivo di molti italiani, un impegno oneroso e lungo. Comporta tanti sacrifici e vanifica gran parte dello stipendio se per comprarla si ricorre alla stipulazione di un mutuo. Ci eravamo occupati in un articolo precedente della questione mutui e delle polizze assicurative che vengono stipulate contemporaneamente al contratto di mutuo. Ci siamo chiesti se fosse conveniente stipulare tali polizze, o meno. Con un esempio pratico abbiamo analizzato l’acquisto di una casa con un mutuo richiedendo il finanziamento all’80% e al 100%. Per approfondire la lettura rivedi l’articolo Ti serve un mutuo? Coperture assicurative a garanzia del mutuo.
Dal giornale “il sole 24 ore” si legge un articolo secondo il quale la commissione europea vuol ridurre la percentuale massima erogabile dagli istituti di credito con una soglia pari al 40%. Ciò comporta che il 60% deve essere coperto tramite polizze assicurative.
In questo articolo parleremo del sistema sanitario irlandese e dei meccanismi privati per curarsi. L’Irlanda è da tempo uno degli stati con il miglior tenor di vita in Europa. Abbiamo chiesto informazioni ad un ragazzo, che da pochi anni lavora a Dublino, per farci spiegare le principali differenze con il nostro sistema.
Il nostro amico: “Il sistema sanitario pubblico in Irlanda garantisce assistenza medica a tutti i cittadini. L’assistenza e’ totalmente o parzialmente gratuita a seconda della fascia reddituale di appartenenza.
La fascia di reddito piu’ bassa (categoria 1) beneficia gratuitamente di qualsiasi trattamento sanitario.
La categoria 2 (alla quale appartengo) ha diritto a curarsi negli ospedali pubblici a titolo non oneroso, ma non beneficia gratuitamente del servizio medico generico, ad es. di visite odontoiatriche e otorinolaringoiatriche. Il costo di questi servizi e’ quindi sostenuto direttamente dal paziente oppure coperto da un’ assicurazione volontariamente sottoscritta.
Dal sito della borsa italiana si discute sul testo del ddl che abolirà il vecchio decreto Bersani sui contratti poliennali, con quest’ultimo l’assicurato può recedere da un contratto di durata superiore all’anno per i contratti del ramo danni (non auto), quali polizze per la casa, polizze per l’rc professionale, polizze malattia, polizze sanitarie, etc.
Secondo il nuovo testo l’assicurato che necessita di un contratto ramo danni (non auto) dovrà stipularlo per una durata minima di 5 anni, e un’eventuale disdetta potrà avvenire solo trascorso tale periodo.
In precedenza avevamo scritto un articolo ed avevamo espresso le nostre perplessità sull’abolizione del decreto Bersani.
In particolare l’abolizione del diritto di recesso comporterebbe oltre ad avere dei contratti che ti vincolano per tanti anni, anche ad una riduzione della concorrenza, è chiaro che se ogni anno si posson far diversi preventivi, in più compagnie, si riesce a trovare il giusto mix tra prezzo e condizioni di polizza adeguate alle esigenze. Ancora una volta si assiste al caso in cui una lobby scrive le regole di un mercato, o ai soliti politici che aboliscono il lavoro che ha fatto il loro predecessore?
A seguito della tragedia che ha colpito l’ abruzzo si sono drammaticamente allargati i temi e le discussioni sulla necessità di assicurare i rischi legati a disastri naturali in un Paese come il nostro fortemente esposto ai danneggiamenti provocati dalle calamità. Tale dato è confermato da una ricerca condotta dal Ministero dell’Ambiente e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), dalla quale risulta che il 45,3% dei Comuni italiani è posizionato in zone soggette a disastri naturali, provocati da fenomeni meteorologici, come alluvioni, smottamenti, siccità e valanghe; mentre il 61,2 % dei Comuni italiani ha subito danni provocati dai terremoti negli ultimi 1000 anni.
<< Se siete come la maggior parte della gente preferite ascoltare consigli su come ottenere un migliore rendimento dai vostri risparmi piuttosto che su come pianificare le scelte assicurative. Il risultato è che guadagnate qualche dollaro in più con i vostri investimenti, ma ne perdete migliaia in polizze che non vi servono assolutamente a nulla. >>
Les Abromotivz - docente universitario