
Le compagnie assicurative italiane sono soggette alla normativa italiana ed in tema di solvibilità finanziaria alla Solvency I (già in vigore), ed a breve alla Solvency II (in vigore dal 2012).
La normativa richiede dei capitali minimi a garanzia degli impegni assunti nei confronti degli assicurati. Questi capitali costituiscono le “riserve“, e vengono ogni anno determinati e ricalcolati secondo parametri ed aliquote percentuali stabilite.
La grossa novità di Solvency II rispetto all’ attuale normativa sarà di costituire dei capitali non più solo in funzione di parametri quantitativi, ovvero una percentuale dei premi raccolti, ma bisognerà prendere in considerazione e quantificare i “rischi” dell’impresa.
Noi avevamo già in precedenza scritto un articolo sul tema della solvibilità delle compagnie assicurative, pubblicato il 21 maggio 2009.
La solvibilità delle nostre imprese italiane sembra essere solida, ma meglio essere sempre accorti e attenti, “le Assicurazioni devono dotarsi di capitali sufficienti”.

La catastrofe per definizione è un fenomeno grave ed improvviso che è difficile da prevedere se non impossibile. Ma negli ultimi anni questi fenomeni stanno diventando talmente frequenti che rischiano di diventare fenomeni “normali”.
Solo in Italia, nell’ultimo anno abbiamo assistito a fenomeni molto drammatici e catastrofici, causando danni per 5 miliardi di euro a cui si aggiungono i 10 miliardi censiti soltanto per il terremoto dell’Aquila ed in alcuni casi danni incalcolabili dal patrimonio artistico alle vite umane.
I danni causati da questi fenomeni sono in parte finanziati dallo Stato Italiano, quindi da tutti gli italiani, ma a volte non ci sono i finanziamenti e chi ha perso una casa, il laboratorio dove lavorava, l’ufficio, ecc,. non gli resta che rimboccarsi le maniche e cominciare da 0 magari con l’aiuto di qualche associazione o opere di beneficienza, producendo tra l’altro una perdita di fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni. Per non parlare poi di chi perde i propri cari!!!
Ma come mai allora il popolo italiano, quindi lo Stato Italiano, non cerca di mitigare o eliminare questo rischio? O meglio come mai le case degli italiani e tanti altri beni immateriali non hanno una adeguata copertura assicurativa contro un’ eventuale, ma sempre più probabile, danno causato da questi fenomeni catastrofici?

Il Risk Management è un processo di identificazione, valutazione (qualitativa e quantitativa) e monitoraggio dei rischi aziendali.
Attraverso questo metodo emerge all’occhio dell’imprenditore o del management quali e quanti sono i rischi che minacciano l’ impresa cogliendo le opportunità per gestire al meglio la propria attività.
La gestione del rischio viene spesso paragonata ad un costo molto elevato per le imprese, non è quasi mai confrontato con i vantaggi e le opportunità che si possono ricavare da un ottimo metodo di gestione dei rischi.
Si pensi ai cosiddetti rischi “puri” (furto, incendio, ma anche rischi finanziari, ecc.), se questi non sono gestiti in modo ottimale possono portare alla chiusura di un’impresa con tutte le conseguenze non certo positive; invece, un processo ideale di gestione dei rischi aziendali porta di sicuro a diminuire queste tipologie di rischio ed in alcuni casi ad eliminarli con enormi vantaggi per tutta l’impresa, aumentandone in suo valore.
Prendere coscienza dei vantaggi derivanti da un sistema di Risk Management vuol dire avere cura e a cuore la propria attività, individuando nelle minacce delle opportunità.

E’ risaputo che le compagnie di assicurazioni, assieme alle banche, occupano un ruolo e quindi una funzione molto rilevante nelle economie di tutto il mondo e quindi nelle istituzioni finanziarie.
Come mai sono e saranno sempre le istituzioni finanziarie più importanti?
Come mai non si sente (quasi) mai in giro (giornali, radio, TV) che una compagnia di assicurazioni è fallita?