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Diffidate dalle polizze di alcune Compagnie assicurative

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Categoria : Tutela del cliente

Cari lettori, ci rivolgiamo non solo agli utenti del blog ma anche ai clienti di polizze r.c.a. o agli intermediari che potrebbero essere contattati per distribuire delle polizze r.c.a..

Sono state rilevate dall’organismo di vigilanza (Isvap) delle compagnie assicurative non abilitate ad operare nel terriotorio italiano, quindi non autorizzate a vendere polizze r.c.a..

L’ eventuale stipulazione di polizze r.c.auto con tali compagnie assicurative comporta per i contraenti l’insussistenza della copertura assicurativa e per gli intermediari lo svolgimento di un’attività non consentita dalle vigenti disposizioni normative.

Polizze dormienti: attenzione alla prescrizione

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Categoria : Tutela del cliente

Le polizze dormienti rientrano in quella categoria di fondi mai movimentati, una sorta di contratti “fantasma” a cui per legge è stata apposta la scadenza di un anno dalla stipula nel caso in cui non venga rivendicato alcun incasso sul maturato.

Entro un anno, recita infatti il Codice civile, gli effetti dei contratti vanno in prescrizione.

I problemi per coloro i quali hanno diritto a polizze vita non riscattate cominciano con le modifiche di legge (n.166/2008) sul fondo dei rapporti dormienti che, se da un lato ha stabilito il raddoppio del tempo (da uno a due anni) per riscattare le somme detenute dalla Compagnie Assicurative, dall’altro ha previsto che scaduto il termine relativo alla prescrizione, gli indennizzi vadano al fondo dei rapporti dormienti e non più nelle “casse” delle Compagnie.

Tale circostanza impatta in modo notevole sui beneficiari i quali, decorsi due anni dal verificarsi dell’evento coperto dalla polizza e maturata di conseguenza la prescrizione, non hanno più alcun diritto di ottenere la prestazione e di incassare alcuna somma maturata.

Frodi alle compagnie assicurative, una causa delle alte tariffe r.c.a.

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Categoria : Tutela del cliente

Pubblicato nel sito dell’ Isvap la “Lettera circolare” con oggetto:

Indagine sul fenomeno della criminalità nel settore assicurativo. Elaborazioni dei dati per il 2008.

Dall’indagine emergono i numeri delle frodi alle compagnie assicurative.

Questi dati sono importanti in quanto una delle cause di tariffe r.c.a. alte è dovuta proprio all’elevato costo medio per sinistro, in cui parte di questo è determinato dalle “frodi”.

I sinistri riconducibili a fenomeni criminosi a danno delle imprese di assicurazione nel 2008 sono stati 76.784 (allegato n. 1), con un’incidenza del 2,31% rispetto alla globalità dei sinistri del ramo (2,54% nel 2007), per un importo di 293,1 milioni di euro, pari al 2,24% dell’ammontare complessivo dei risarcimenti (2,27% nel 2007) ed all’1,67% dei premi del ramo (1,59% nel 2007).
L’analisi a livello territoriale evidenzia che in alcune aree dell’Italia meridionale e insulare il suddetto fenomeno criminoso, anche se in lieve riduzione rispetto all’anno precedente, continua a mostrare livelli sensibilmente superiori rispetto alla media nazionale.
In Campania si registra il 9,5% dei sinistri e l’8,1% degli importi dei risarcimenti (rispettivamente 11,9% e 9,9% nel 2007), in Puglia il 5,5% dei sinistri e il 5,2% degli importi (7,4% e 5,7% nel 2007), in Calabria il 3,8% dei sinistri e il 4% dei risarcimenti (4% e 3,9% nel 2007) e in Sicilia il 2,9% dei sinistri e il 2,9% dei risarcimenti (3,5% e 3,4% nel 2007).

La prescrizione – Quando il creditore non può più pretendere il pagamento del debito

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Categoria : Tutela del cliente

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I creditori – cioè i soggetti che, nella fattispecie, sono legittimati a pretendere un qualsiasi pagamento – sono tenuti ad esercitare lo stesso entro un termine di tempo, fissato dalla legge caso per caso.  Trascorso tale termine, il nostro debito si estingue per prescrizione e nessuno potrà più pretenderne il pagamento.

Di seguito pubblichiamo un utile promemoria dei debiti e dei loro tempi di prescrizione.

Bel Paese: l’importanza della diffusione di una cultura assicurativa

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Categoria : Tutela del cliente

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 Il settore assicurativo, per le sue caratteristiche intrinseche, presenta una spiccata dimensione sociale.    In effetti l’ assicurazione svolge la funzione di ammortizzatore sociale fornendo una risposta ai bisogni di sicurezza attraverso la sua attività caratteristica di gestione e copertura dei rischi.

Tale profilo sociale non trova tuttavia riscontro nella percezione del settore assicurativo da parte della collettività: emerge un problema di scollamento tra la dimensione sociale connaturata al servizio assicurativo e l’immagine dell’assicurazione.

In Italia la percezione della polizza assicurativa come “tassa da pagare” risulta particolarmente evidente se si procede ad un confronto con gli altri Paesi europei e si escludono le polizze auto.
Considerando solo le polizze rami elementari è evidente come allo stato attuale l’Italia sia un Paese sottoassicurato: gli italiani tendono ad acquistare l’assicurazione, e in particolare quella danni, principalmente come conseguenza dell’esistenza di un obbligo (es. Rc auto).
Gli altri rischi restano a carico dei singoli individui i quali ricorrono alla cosiddetta “autoassicurazione”.