Risparmiamo sulla polizza r.c. auto

Risparmiare sulla polizza r.c.auto, tutti ne parlano dalle associazioni dei consumatori ai clienti. Ma ciò che ci aspettiamo veramente è che la compagnia con cui siamo assicurati riduca ogni anno il prezzo? o risparmiare effettivamente tanti denari trovando la tariffa migliore?

Siamo a fine anno, e molti di noi pensiamo di cambiare l’ auto, per acquistarne una nuova o sostituire la “vecchia”.

Su internet esistono tanti articoli di blog di assicurazioni o pagine di siti internet di broker o compagnie assicurative che “consigliano”  l’acquisto di polizze r.c.a. facendovi risparmiare.

Ma sono i consigli giusti? sono i migliori suggerimenti? sono privi di conflitto di interesse?

Prima di tutto per risparmiare si può utilizzare il c.d. “decreto Bersani” per stipulare la “nuova” polizza con  la classe di merito già in nostro possesso o quella di un convivente presente nel nucleo familiare, cosi facendo avremo un prezzo decisamente inferiore rispetto alla classe d’ingresso (14esima). Per saperne di più….

Abbiamo preparato un percorso utile e semplice per orientarsi nel mondo dell’ r.c.a. e risparmiare davvero! Con due semplici mosse il gioco è fatto!!

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Colpo di frusta o un trucco ormai conosciuto per guadagnare qualcosa?

In un villaggio viveva un pastore che di notte doveva fare la guardia alle pecore. Si divertiva a fare uno scherzo: mentre le altre persone erano a dormire egli cominciava a gridare: “Al lupo, al lupo!” Così tutti si svegliavano e accorrevano per aiutarlo. Ma dopo il pastore burlone rivelava che era stato tutto uno scherzo. Questo scherzo continuò per parecchi giorni, finché una notte il lupo arrivò veramente. Il pastore cominciò a gridare: “Al lupo, al lupo!”. Ma nessuno venne ad aiutarlo perché tutti pensarono che fosse il solito scherzo. Così il lupo si mangiò tutte le pecore.

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Assicurazioni, Kasko e ripristino airbag

Assicurare lairbag? Perchè no!

Ripristinare gli airbag può costare molto caro e non sempre l’assicurazione copre questo tipo di spese. Come sappiamo ormai tutte le macchine sono dotate di airbag, la cui funzione è quella di impedire l’urto tra la testa dei trasportati con il cruscotto o il volante. Nonostante l’airbag sia spesso oggetto di discussione resta uno dei sistemi che salvano la vita di molti automobilisti.

In seguito a un urto e all’esplosione degli airbag sarà necessario doverli ripristinare, il che comporta costi piuttosto alti, anche 2mila euro per auto di media cilindrata. Spesso inoltre l’attivazione dell’airbag frontale causa anche la rottura del parabrezza e del cruscotto, facendo lievitare la spesa. In alcuni casi invece l’attivazione degli airbag è imprevista o indesiderata – ad esempio per urti a bassissime velocità – tralasciando poi episodi di veri e propri malfunzionamenti che portano alcuni automobilisti a chiedere un rimborso alle cause automobilistiche.

Se siamo rimasti coinvolti in un sinistro e la colpa non è nostra i danni ovviamente saranno rimborsati anche dalle assicurazioni piú economiche, le RC auto, compresi gli airbag. Invece nei casi in cui la responsabilità sia nostra, oppure in caso di urti accidentali, ci verrà in soccorso un’assicurazione Kasko oppure un pacchetto di garanzie aggiuntive.

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Sanzioni per gli intermediari assicurativi

ivassEsistono più figure che operano nel settore assicurativo, quotidianamente incontriamo persone che lavorano nell’ambito, agenti e collaboratori, broker, dipendenti di banche o Poste, promotori finanziari e dipendenti delle compagnie assicurative, e che propongono un contratto assicurativo.

La regolamentazione del settore è vasta e complessa, oltre le regole che disciplinano i requisiti necessari per svolgere l’attività e le regole comportamentali vi sono anche norme che stabiliscono sanzioni in caso di inosservanza.

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La solvibilità delle Assicurazioni, servono capitali sufficienti

Le compagnie assicurative italiane sono soggette alla normativa italiana ed in tema di solvibilità finanziaria alla Solvency I (già in vigore), ed a breve alla  Solvency II (in vigore dal 2012).

La normativa richiede dei capitali minimi a garanzia degli impegni assunti nei confronti degli assicurati. Questi capitali costituiscono le “riserve“, e vengono ogni anno determinati e ricalcolati secondo parametri ed aliquote percentuali stabilite.

La grossa novità di Solvency II rispetto all’ attuale normativa sarà di costituire dei capitali non più solo in funzione di parametri quantitativi, ovvero una percentuale dei premi raccolti, ma bisognerà prendere in considerazione e quantificare i “rischi” dell’impresa.

Noi avevamo già in precedenza scritto un articolo sul tema della solvibilità delle compagnie assicurative, pubblicato il 21 maggio 2009.

La solvibilità delle nostre imprese italiane sembra essere solida, ma meglio essere sempre accorti e attenti, “le Assicurazioni devono dotarsi di capitali sufficienti”.

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Assicurare il rischio-catastrofe

 

La catastrofe per definizione è un fenomeno grave ed improvviso che è difficile da prevedere se non impossibile. Ma negli ultimi anni questi fenomeni stanno diventando talmente frequenti che rischiano di diventare fenomeni “normali”.

Solo in Italia, nell’ultimo anno abbiamo assistito a fenomeni molto drammatici e catastrofici, causando danni per 5 miliardi di euro a cui si aggiungono i 10 miliardi censiti soltanto per il terremoto dell’Aquila ed in alcuni casi danni incalcolabili dal patrimonio artistico alle vite umane.

I danni causati da questi fenomeni sono in parte finanziati dallo Stato Italiano, quindi da tutti gli italiani, ma a volte non ci sono i finanziamenti e chi ha perso una casa, il laboratorio dove lavorava, l’ufficio, ecc,. non gli resta che rimboccarsi le maniche e cominciare da 0 magari con l’aiuto di qualche associazione o opere di beneficienza, producendo tra l’altro una perdita di fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni. Per non parlare poi di chi perde i propri cari!!!

Ma come mai allora il popolo italiano, quindi lo Stato Italiano, non cerca di mitigare o eliminare questo rischio? O meglio come mai le case degli italiani e tanti altri beni immateriali non hanno una  adeguata copertura assicurativa contro un’ eventuale, ma sempre più probabile, danno causato da questi fenomeni catastrofici?

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