
Dopo avere analizzato nel precedente articolo (“Bancassurance”) il comparto assicurativo vita, ci occuperemo di quello del ramo danni ovvero la raccolta effettuata dagli intermediari finanziari per le polizze r.c.a. e altri rami.
Per quanto riguarda il comparto ramo danni (auto e non auto) la situazione è rimasta invariata in termini di quote di mercato degli intermediari sulla raccolta. Come mostra la seguente tabella dal 1994 al 2007.
Tabella 2 – Quote di mercato dei premi raccolti nei rami danni dai canali distributivi
Canali didistribuzione |
‘94 |
‘98 |
‘99 |
‘00 |
‘01 |
‘02 |
‘03 |
‘04 |
‘05 |
‘06 |
‘07 |
Var.annua |
Agenti |
75,4 |
88,8 |
88,5 |
88,1 |
86,8 |
86,1 |
85,2 |
85,3 |
84,5 |
84,2 |
84,3 |
+0,9 |
Banca ePromotori finanziari |
2,6 |
0,5 |
0,5 |
0,8 |
1,0 |
1,1 |
1,3 |
1,1 |
1,6 |
1,8 |
1,9 |
+0,6 |
Broker |
14,9 |
6,0 |
7,2 |
6,4 |
7,4 |
7,5 |
7,5 |
7,6 |
7,7 |
7,5 |
7,4 |
-3,1 |
Direzione |
7,1 |
4,7 |
3,8 |
4,7 |
4,8 |
5,3 |
6,0 |
6,0 |
6,2 |
6,6 |
6,4 |
+0,4 |
Fonte: ns elaborazione da dati Isvap
Dalla tabella 2 si evince che la situazione relativa alle quote di mercato detenute dai vari canali distributivi è rimasta sostanzialmente immutata, infatti il canale Agenziale è quello che domina in tal senso con una quota che agli inizi degli anni novanta era del 75,4% ed è cresciuta di quasi 10 punti percentuali in più di dieci anni, infatti la quota percentuale nel 2007 è pari al 84,3%.
Le restanti quote di mercato suddivise tra Broker, Vendita diretta, Banche e Promotori finanziari sono poco più del 15%.











