Compilare il CAI: l’importanza “cruciale” delle crocette

Quando si viene coinvolti in un incidente stradale, difficilmente si mantiene una totale lucidità. A volte perchè l’urto è stato violento e ha causato stordimento, altre volte per il nervosismo dato dal fatto di aver subito dei danni, a prescindere che ci si ritenga in colpa o meno.

Salvo i casi in cui si rende necessario chiamare i vigili, per la gravità dei danni, per la presenza di lesioni o perchè non ci si trova “in sintonia” con la controparte, nell’immediatezza dell’urto ci si trova alle prese con la redazione di un documento fondamentale per il destino dei propri diritti risarcitori: il modulo di Costatazione Amichevole di Incidente, o CAI, o CID.

Pochi sanno che di tutto il modulo CAI c’è una parte che riveste un’importanza maggiore, e di molto, di tutte le altre. Si tratta della sezione centrale, n.12, dove è richiesto di segnare con delle crocette le “circostanze dell’incidente…utili alla descrizione”.

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La compilazione del CAI, un passaggio delicato che pesa sui risarcimenti

Quasi tutti gli automobilisti, almeno una volta nella vita, sono stati costretti a familiarizzare con il modulo di constatazione amichevole d’incidente, o CAI, o CID (convenzione di indennizzo diretto), o modulo blu.

Tanti nomi, legati alle tante funzioni che nel corso degli anni sono state attribuite a quello che è lo strumento principale per stabilire quale sia stata la dinamica dell’incidente e, dunque, di riflesso, l’attribuzione della responsabilità con conseguenti ricadute sulla risarcibilità dei danni.

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