Il risarcimento del colpo di frusta in 5 passi

Il cosiddetto colpo di frusta è la lesione più frequente in conseguenza di un incidente stradale. Ne abbiamo parlato in vari articoli, sia con riferimento alla quantificazione (leggi qui, oppure qui), sia con riferimento alla normativa. Proprio per la sua frequenza, le compagnie di assicurazione fanno una resistenza sempre crescente a offrire un risarcimento, forti di alcune recenti modifiche legislative (per un approfondimento, leggi invece qui). Qui indicherò in modo schematico ed essenziale cosa bisogna fare per ottenere quel che in termini tecnici si chiama “integrale risarcimento”.

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Incidente durante il sorpasso: focus sulla responsabilità

La responsabilità negli incidenti stradali viene stabilita dalle compagnie assicurative sulla base di uno schema detto “di ripartizione della responsabilità sulla base delle casistiche ricorrenti”: per ogni ipotesi indicata nella colonna centrale del modulo CAI, corrisponde, se incrociata con altra ipotesi, una soluzione di tipo T(torto), C(concorso), NC (non classificabile) o R (ragione). Vedremo caso per caso, attraverso diversi “focus”, quando un conducente abbia segnato sul modulo CAI “sorpassava”, “retrocedeva”, “cambiava fila” etc., quale sorte gli riserveranno le compagnie, al netto di elementi ulteriori che possano cambiare il risultato.

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Incidente stradale senza lesioni? Allora è falso

Una sentenza recente della Suprema Corte di Cassazione, la n. 12370 depositata il 15.6.2016, offre uno spunto per affrontare un tema interessante, quello della portata probatoria del CID, non in relazione a contrapposte richieste dei soggetti coinvolti nel sinistro, ma con riferimento all’attendibilità del modulo quale prova dell’esistenza del fatto storico, nonché del nesso causale tra sinistro denunciato e danni dei quali si chiede il ristoro.

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Se il trasportato apre incautamente la portiera

Un lettore ha posto il seguente quesito: cosa succede se un trasportato apre lo sportello dell’auto e urta un ciclista cagionando lesioni? Chi ne risponde?

Si tratta di un caso molto particolare che chiama in causa numerosi aspetti della disciplina dei danni da circolazione stradale.

Il punto focale è la ripartizione della responsabilità tra il soggetto trasportato e il conducente e/o il proprietario dell’auto, e quindi, in sostanza, tra il trasportato e la compagnia con la quale è assicurata la vettura.

Esiste un arresto giurisprudenziale del 2002, che, per quanto ormai abbastanza risalente, rappresenta ancora un punto di riferimento, anche per l’analiticità con cui ha affrontato la questione in esame.

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Compilare la constatazione amichevole o chiamare le Forze dell’Ordine? Aspetti pratici

Questo blog ospita da anni alcuni articoli “tutorial”, di taglio eminentemente pratico, che servono ai lettori per avere un primo orientamento in materia di responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli.

Oggi trattiamo brevemente delle scelte da compiere nell’immediatezza dell’evento, che riguardano la formazione di prove sulla dinamica.

Spesso chi viene coinvolto in un incidente stradale, per la fretta di proseguire in ciò che stava facendo prima dell’urto, o per il timore di sbagliare, acconsente a rimandare ad un secondo momento la compilazione del modulo CAI. Grosso errore!?

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Danni occulti: sono ben visibili tutti i danni?

Spesso dietro ad un impatto banale ed irrilevante, si nascondono delle deformazioni non visibili che possono far aumentare in modo considerevole il costo della riparazione. Ecco alcuni consigli pratici per evitare che il danneggiato accetti un rimborso non corrispondente al danno reale.

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