Dopo i problemi creati dal maltempo, anche in Italia sta facendo breccia il pensiero made in USA e l’ultima stoccata in ordine di tempo arriva dall’Onu che in modo velatamente provocatorio puntualizza:”Stipulare assicurazioni contro i danni a proprietà migliora la fase di ricostruzione” e asserisce che se il singolo si garantisse contro i danni alle proprietà in caso di catastrofi, si potrebbero arginare con più facilità quelle crisi post-disastri naturali che gravano poi sull’economia di un Paese.
A seguito della tragedia che ha colpito l’ abruzzo si sono drammaticamente allargati i temi e le discussioni sulla necessità di assicurare i rischi legati a disastri naturali in un Paese come il nostro fortemente esposto ai danneggiamenti provocati dalle calamità. Tale dato è confermato da una ricerca condotta dal Ministero dell’Ambiente e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), dalla quale risulta che il 45,3% dei Comuni italiani è posizionato in zone soggette a disastri naturali, provocati da fenomeni meteorologici, come alluvioni, smottamenti, siccità e valanghe; mentre il 61,2 % dei Comuni italiani ha subito danni provocati dai terremoti negli ultimi 1000 anni.








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